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Alla scoperta della medicina omeopatica

di Nando Merisi
per Dieta-Dimagrante.com
© 2012 - Tutti i diritti Riservati

Nascita e alcuni dati
In Italia è la più diffusa medicina non convenzionale: secondo l’Istat negli ultimi 10 anni il numero delle persone che fa ricorso all’omeopatia è triplicato e oggi sono più di 8 su 100 gli italiani che scelgono di curarsi con i granuli. Fondata agli albori dell’800 dal medico tedesco Samuel Hahnemann, l’omeopatia è un metodo diagnostico, clinico e terapeutico basato sulla legge dei simili, che afferma che è possibile curare un malato utilizzando una sostanza che, ad alti dosaggi, creerebbe gli stessi sintomi in una persona sana. In seguito, si scoprì che il rimedio poteva agire anche notevolmente diluito e senza collaterali, se sottoposto a uno specifico procedimento di preparazione definito dinamizzazione. L’omeopatia considera, inoltre, che i disturbi, si mentali sia fisici, siano da ricondurre a uno squilibrio interiore energetico. In quest’ottica, recuperare la salute significa individuare quel rimedio in grado di far recuperare a mente e corpo il normale assetto psicofisico.

I dubbi della medicina occidentale
L’omeopatia, tra le medicine non convenzionali più diffuse, è senza dubbio la più controversa e la più osteggiata. I dubbi dei detrattori si basano essenzialmente sulla natura dei rimedi: secondo gli scettici, infatti, le diluizioni sarebbero così alte da rendere totalmente inefficaci i rimedi. E le ricerche effettuate sull’omeopatia non sono ancora state in grado di chiarire questo punto, perché è difficile organizzare uno studio scientifico secondo i criteri accettati dalla scienza in maniera univoca. Per verificare l’efficacia di un farmaco, infatti, oltre agli esperimenti su cavie e in laboratorio, sono anche necessarie sperimentazioni su persone che presentano la stesa malattia, ma che a loro insaputa vengono divise in due gruppi:

·         Un gruppo trattato con il farmaco;

·         Un gruppo con un rimedio totalmente inefficace (placebo).

Confrontando poi i risultati ottenuti in entrambi i gruppi, si può asserire che il farmaco è efficace se determina una percentuale di guarigione significativamente superiore rispetto al placebo. Questa organizzazione  del lavoro è impossibile da realizzare con l’omeopatia, perché lo stesso sintomo può, anzi deve, essere trattato con rimedi diversi a seconda delle modalità con cui si presenta nelle diverse persone. L’omeopatia, quando indica la cura, tiene conto non soltanto dei sintomi, ma anche delle caratteristiche emotive del paziente. Nonostante questo, il numero delle persone che hanno deciso di curarsi con i granuli è cresciuto sempre più, anche se le critiche della scienza ufficiale non mancano.

Come si guarisce
Per guarire è necessario somministrare alcuni rimedi, realizzati secondo regole molto precise, a base di sostanze che, amplificando leggermente e in modo artificiale il problema, spronano il sistema di difesa dell’organismo a entrare in azione. In pratica, l’omeopatia mette in atto un meccanismo di auto guarigione, basato sulla cosiddetta legge della similitudine per cui i sintomi vengono combattuti usando la stessa sostanza che, ad alte dosi, la può provocare nella persona sana. Questa sostanza viene preparata con una procedura particolare, che le permette di agire anche ad altissime diluizioni.

Che cosa cura
Stabilire quali siano i campi di applicazione dell’omeopatia, è un compito difficile, anche perché esistono diverse correnti di pensiero tra gli omeopati stessi. Alcuni, infatti, asseriscono che questa medicina può trattare qualsiasi tipo di disturbo, mentre altri ritengono che in alcuni casi, soprattutto in presenza di malattie serie, sia necessario ricorrere anche ai farmaci, oppure che può essere utile associare l’omeopatia a cure come la fitoterapia. In via generale, possiamo dire che l’omeopatia può essere risolutiva in presenza di disturbi acuti e cronici, soprattutto di natura psicosomatica, che non richiedono l’intervento di farmaci salvavita. Inoltre, molti affermano che su anziani oppure in presenza di persone che perseguono cure da molto tempo, l’omeopatia abbia un’efficacia relativa. In quest’ultimo caso l’organismo risulta debole e molto intossicato e poco reattivo nei confronti di un rimedio così diluito come quello omeopatico. Al contrario, i bambini, meno intossicati e con un lato livello di energia, rispondono in genere molto bene alle cure.

Come si scelgono i rimedi
La scelta di un rimedio omeopatico si basa non soltanto sulla tipologia del sintomo fisico, ma anche sulle caratteristiche mentali della persona. Lo scopo dell’omeopatia non è soltanto sconfiggere il disturbo fisico, ma ripristinare l’assetto energetico dell’organismo. Ecco perché molto spesso lo stesso sintomo viene trattato con rimedi diversi, e per stabilire la cura più adatta, il medico omeopata esegue una visita accurata, con l’obiettivo di scandagliare anche la personalità del paziente.

Che cosa contengono
Qualsiasi sostanza può essere utilizzata per realizzare un prodotto omeopatico attivo, anche quelle che la medicina tradizionale considera completamente inerti: fino a oggi sono state sperimentate e introdotte sul mercato più di 3.000 sostanze naturali. I principi attivi contenuti nei rimedi omeopatici vengono distinti in vegetali, minerali e animali, ma esistono anche rimedi derivati da prodotti di animali e tessuti umani sani o malati:

·         I principi attivi vegetali: sono più o meno gli stessi di quelli della fitoterapia tradizionale, anche se l’efficacia varia molto, a seconda del trattamento e della somministrazione. Oltre che le piante medicinali, come la belladonna e la lavanda vengono utilizzati vegetali meno nobili, come cipolla e prezzemolo;

·         I principi attivi provenienti dal mondo minerale: sono numerosissimi. I più famosi sono la silice, il bario, il rame, il ferro, lo zolfo;

·         I principi attivi animali: sono diversi. Vengono utilizzati anche i veleni degli animali come quello delle api, dei ragni e dei serpenti.


Nando Merisi

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