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La rinite: cause, rimedi e la dieta da seguire per prevenirla

di Nando Merisi
per Dieta-Dimagrante.com
© 2012 - Tutti i diritti Riservati

Da un punto di vista clinico, nella definizione della rinite, o raffreddore, rientrano tutte le diverse forme di infezione delle vie respiratorie superiori. E’ normale “beccarsi un raffreddore”, si è calcolato che nella vita di una persona capita in media più di cento volte. Non tutti i raffreddori si manifestano in maniera identica, ma vi sono diversi segni caratteristici, quali:

· Naso gocciolante (rinite acuta),

· Raucedine (laringite),

· Congestione delle vie aeree (bronchiti).

In alcuni casi, questi tre sintomi compaiono tutti insieme, ma più spesso si presentano singolarmente o in coppia. Può succedere che al raffreddore si aggiunga un’infezione batterica dei seni paranasali dell’orecchio medio o delle vie aeree. In tali casi è necessaria una terapia antibiotica, perlopiù, però, il raffreddore non richiede alcuna terapia farmacologica.

Quali sono le cause del raffreddore
All’origine di un comune raffreddore possono esserci più di cento virus differenti, in maggioranza, ma non tutti, appartenenti alla famiglia dei rhinovirus. I virus sono dispersi nelle goccioline espulse da una persona raffreddata che:

· Starnutisce,

· Tossisce,

· Parla.

I virus si fissano alle cellule che tappezzano le pareti nasali e i seni paranasali e stimolano la produzione di una grande quantità di muco, che dà luogo a una notevole secrezione dal naso. Contrariamente a quanto si ritiene comunemente, il raffreddore non è causato dall’umidità o dal freddo. Un eccessivo affaticamento o lo stress possono, però, rendere l’organismo vulnerabile a un’infezione virale.

Quale è la terapia del raffreddore
Un banale raffreddore, con sintomi moderati, non richiede necessariamente una visita medica, che è invece d’obbligo se:

· la febbre supera i 39 °C,

· se la tosse è catarrosa,

· quando la secrezione dal naso non è più acquosa, ma densa e di colore giallo o verdastro,

· in caso di particolare debolezza.

Per affrontare un raffreddore da soli occorre seguire alcuni consigli, come:

· bere abbondantemente per compensare le perdite di liquidi dovute alla sudorazione e riposarsi per permettere all’organismo di combattere il virus con le proprie forze;

· assumere paracetamolo (preferibile all’aspirina) che aiuta a combattere la febbre e i dolori muscolari;

· spruzzare vaporizzazioni di soluzione fisiologica nelle cavità nasali, e prodotti antisettici e antiinfiammatori nel naso e nella gola;

· umidificare l’aria degli ambienti ove si vive.

Occorre, però, anche evitare alcune azioni:

· i prodotti contro la tosse, i decongestionanti per il naso e gli antibiotici locali, farmaci più spesso dannosi che benefici;

· le dosi massicce di vitamina C, la cui efficacia non è mai stata dimostrata;

· tutti i farmaci venduti senza ricetta;

· i vecchi rimedi popolari quali, per esempio, mangiare molto, fare diete, assumere lassativi o ancora dormire con la testa coperta e le calze.

L’aiuto del medico
Nel caso di un banale raffreddore, di origine virale, il medico può soltanto contrastare la febbre e i sintomi evidenti. In presenza di un’infezione batterica secondaria o di un affezione secondaria cronica che accresca il rischio di infezione, il medico prescrive degli antibiotici. In caso di diabete, di asma o di alcune malattie croniche, il medico può aumentare la posologia dei farmaci e consigliare ulteriori misure preventive.

Come si evolve il raffreddore
Due o tre giorni dopo il contagio, ci si sente, a volte, stanchi e in cattive condizioni di salute. Insorgono a quel punto fenomeni quali:

· naso gocciolante,

· starnuti,

· lacrimazione,

· sensazione di gola secca e irritata.

La maggior parte degli individui si sente meglio dopo quattro - cinque giorni e guarisce completamente in sette – dieci giorni. Nella maggioranza dei casi il raffreddore non costituisce pericolo. Le eccezioni riguardano:

· i neonati o i bambini piccoli,

· i diabetici,

· i malati di cuore,

· chi soffre di affezioni polmonari croniche,

· le persone affette da immunodeficienza dovuta a chemioterapia o a una malattia.

La complicanza più frequente del raffreddore è la sinusite, infiammazione e infezione dei seni paranasali dovuta alla difficoltà di liberare il naso intasato. Diversamente dal raffreddore, la sinusite richiede un trattamento antibiotico e antinfiammatorio.

I sintomi del raffreddore, in breve

· Gola irritata e dolente;

· Secrezione dal naso o ostruzione;

· Gusto e olfatto parzialmente inibiti;

· Sensazione di dolore, di intorpidimento e malessere generale;

· Febbre (più frequente tra i bambini);

· Raucedine;

· Starnuti e tosse;

· Espettorazioni purulente nell’ultima fase della malattia.

La dieta contro il raffreddore
Ecco una semplice particolare dieta per arrivare preparati all’attacco del raffreddore: ·        

  • Colazione: una bella spremuta d’arancia, in alternativa o in aggiunta all’abituale caffè;    
  • Metà mattina: la mela è sempre il cima alla lista. Poi, con l’arrivo dei mesi invernali, la frutta di stagione come arancia e mandarino: la prima, in particolare, è ricchissima di vitamine, mentre il secondo è più leggero;
  • Metà pomeriggio: un kiwi, che rimane un pò più pesante da digerire e deve essere limitato ad uno al giorno, ma ha una buona quantità di vitamina C;   
  • Pranzo e a cena: mangiare normalmente, avendo cura di accostare alle altre pietanze qualcosa di verde: vanno bene tutte le verdure crude, ma le cotte sono ancora meglio, perché contengono vitamine.  

Nando Merisi

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