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Bronchiolite nei bambini: la malattia e la prevenzione

di Nando Merisi
per Dieta-Dimagrante.com
© 2012 - Tutti i diritti Riservati

La bronchiolite è un’infezione delle vie aeree inferiori che si verifica solo in bambini sotto i 2 anni di età. L’infezione produce un’infiammazione dei piccoli bronchi che risultano ostruiti, con conseguente riduzione del passaggio di aria nell’apparato respiratorio. La sua insorgenza può essere favorita da fattori anatomici predisponenti, quali la piccola superficie respiratoria e l’elevato numero di cellule secernenti muco nell’albero respiratorio.

Quali sono le cause della bronchiolite
La bronchiolite è un’infezione di natura virale, causata di solito dal virus sinciziale respiratorio e, più raramente, dal virus parainfluenzale o dagli adenovirus. Si caratterizza per il rigonfiamento delle cellule che tappezzano la parete interna dell’apparato respiratorio e per l’accumulo di secrezioni mucose nei piccoli e medi bronchi; di conseguenza, l’ostruzione riduce il passaggio dell’aria nell’albero respiratorio, intrappolandola negli alveoli e impedendo gli scambi di ossigeno e anidride carbonica con il sangue circolante nei polmoni. Si verifica di solito nella stagione invernale o all’inizio della primavera ed è una frequente causa di ospedalizzazione.

Sintomi possibili di una bronchiolite        

  • respiri veloci e poco profondi;       
  • tosse secca e stizzosa;    
  • respiro particolarmente affannoso e sibilante;
  • il torace del bimbo si alza e si abbassa rapidamente;       
  • difficoltà col mangiare;      
  • pelle o labbra bluastre;
  • Raffreddotr;
  • Nei primi giorni, febbre a 38-39 °C;
  • Forte malessere generale;
  • Spossatezza e sonnolenza.

Terapia della bronchiolite
Se il bambino ha il respiro corto e faticoso, accompagnato da tosse e spossatezza, occorre sempre consultare il medico. Il medico valuta le condizioni generali e ascolta il respiro e il battito cardiaco del bambino; egli deve escludere altre cause, prima fra tutte l’asma, che va sempre considerata ed è la diagnosi più verosimile nei bambini sopra i 18 mesi, specialmente con episodi pregressi di rantoli e una storia familiare di allergia. In caso di dubbio, il medico può prescrivere dei raggi. Il medico seguirà con particolare attenzione bambini con problemi cardiaci, immunodeficienze, displasia broncopolmonare, esposti al rischio di forme gravi e complicate. In caso di bronchiolite, può essere prescritta ribavirina (un agente antivirale) per aerosol, per 12-18 ore al giorno per 3-5 giorni. E’ controindicato l’uso di sedativi; l’utilizzo di antibiotico è indicato esclusivamente in caso di sovrapposizione di infezioni batteriche. Il bambino deve essere tenuto in un ambiente umidificato e fresco per ridurre il più possibile la perdita di liquidi causata dall’alta frequenza di atti respiratori, con la testa e il torace leggermente sollevati e il collo disteso per favorire la respirazione. Se le condizioni si aggravano, per esempio in caso di ipossigenazione, segnalata da:

· agitazione psicomotoria,

· cianosi,

· respirazione molto veloce e superficiale,

è necessario il ricovero urgente in ospedale. Occorre sorvegliare attentamente il bambino perché l’aggravamento può verificarsi anche all’improvviso. In questo caso, il ricovero è necessario per monitorare le concentrazioni ematiche dei gas e della saturazione dell’ossigeno in modo da guidare il trattamento, consistente in:

· ossigeno umidificato,

· idratazione endovenosa,

· ventilazione assistita.

Come si evolve la bronchiolite
Il bambino inizialmente ha, per alcuni giorni, una lieve infezione del tratto respiratorio superiore con le manifestazioni tipiche del raffreddore, di solito febbre (38-39 °C) e scarso appetito. Successivamente intervengono difficoltà nella respirazione, con un forte aumento della frequenza degli atti respiratori, al punto da risultare difficile, per il bambino, la nutrizione. In questa fase di solito la febbre non c’è o è molto bassa. Lo stadio più critico della malattia è nei primi 2-3 giorni dall’insorgenza della forte tosse e mancanza di respiro, periodo in cui il bambino appare spossato e fortemente debilitato. Talora il passaggio dal raffreddore all’intensa difficoltà di respiro avviene nell’arco di poche ore. Nei casi più lievi, i sintomi scompaiono completamente in 1-3 giorni dalla loro insorgenza, mentre nei casi più gravi è indicato il ricovero ospedaliero urgente. Le complicanze batteriche della bronchiolite sono rare e rarissimo è il decesso. E’ invece possibile in un certo numero di casi lo sviluppo di una forma asmatica nel bambino.

La bronchiolite si può prevenire?
Ecco alcuni metodi per cercare di prevenire la bronchiolite:

  • Allattare esclusivamente al seno (quando possibile) nei primi tre mesi di vita,
  • Evitare ogni condizione di sovraffollamento, perché tutti, adulti e bambini, possono trasmettere questo virus,      
  • Evitare che familiari e conoscenti bacino sul viso il lattante,         
  • Se un familiare è affetto da raffreddore o da mal di gola, deve munirsi di mascherine idonee,     
  • Lavarsi le mani accuratamente prima di toccare e assistere il lattante,
  • Pulire tutte le superfici domestiche con cui il bambino è a stretto contatto,
  • Evitare assolutamente di fumare in casa,     
  • Evitare di sostare a lungo presso sale di attesa di ambulatori o nei locali di pronto soccorso di ospedali,
  • Evitare tutti i fattori di inquinamento atmosferico interni al proprio domicilio ed esterni (traffico veicolare).

Nando Merisi

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