Le difese immunitarie: conquista postuma all’evoluzione
L’organismo umano e il suo funzionamento sono molto complessi, perciò difficili da capire.
Immaginiamo una macchina qualsiasi, che, a un certo punto, smette di funzionare; si potrebbe ipotizzare che tale macchina sia guasta. Il suo guasto potrebbe essere stato provocato da un agente esterno, come un colpo, o potrebbe semplicemente trattarsi di un difetto di fabbricazione. La stessa cosa succede per il nostro organismo; come tutti gli esseri viventi, siamo predisposti per compiere le
tre funzioni vitali: nutrizione, movimento e riproduzione.
A volte, potrebbe capitare, come la macchina, che il nostro organismo cessi di funzionare correttamente e non possa più svolgere - del tutto o parzialmente - una delle funzioni vitali.
L’organismo può ammalarsi per diversi motivi: per motivi congeniti, per opera di un agente esterno, come un microbo per esempio. In entrambi i casi, l’organismo cerca di attivare una serie di meccanismi che hanno lo scopo di respingere e di vincere la malattia che lo sta attaccando.
Le malattie sono strettamente connesse con il sistema vitale. Così, nei paesi più sviluppati si verificano numerosi casi di disfunzioni cardiache o di
cancro. Nei paesi sottosviluppati, invece, imperversano le malattie infettive e quelle provocate da denutrizione.
L’organismo umano si evolve in un ambiente popolato di elementi estranei. In qualche istante, anche quando ci sentiamo perfettamente in forma, siamo sottoposti all’azione di disturbo da parte di
batteri,
virus e altri
agenti esterni che penetrano nel nostro corpo, oppure, come nel caso dei tumori, da cellule del nostro corpo diventate estranee. Per difendersi dall’organismo si avvale del
sistema immunitario.
Ma prima di capire in dettaglio il meccanismo del sistema immunitario, connesso di funzionalità, diamo un piccolo accenno alla storia del sistema immunitario.
Il sistema immunitario compare circa 800 milioni di anni fa, per trasformarsi in un vero e proprio sistema completo e funzionante circa 400 milioni di anni fa.
Il suo sviluppo conferisce ai cordati un ulteriore vantaggio evolutivo poiché migliora le capacità di difesa nei riguardi del mondo esterno e delle devianze dell’ambiente interno.
Il sistema immunitario, avvalendosi sostanzialmente di diversi elementi cellulari del sangue, emergono dal processo di
emopoiesi, svolge diverse funzioni, di cui tre le principali. La prima di queste tre funzioni consiste nel p
roteggere l’individuo da organismi patogeni (batteri, virus, funghi, protozoi unicellulari e parassiti pluricellulari) uccidendoli o tenendoli sotto controllo, ma lo protegge anche anche da qualsiasi molecola organica o inorganica estranea all’organismo, quindi molto pericolosa, come polline o particelle inorganiche.
Batteri e virus sono i principali responsabili delle patologie infettive nei paesi occidentali, gli altri paesi gli altri parassiti provocano malattie come la malaria. La seconda funzione principale riguarda la
rimozione delle cellule morte o danneggiate dell’organismo (es. i globuli rossi usurati) ricorrendo a
cellule “spazziane” che fagocitano continuamente ogni detrito. Infine, come ultima e terza funzione di estrema importanza vi è il riconoscimento delle cellule deviate, infettate da batteri o virus o cellule divenute oramai cancerogene.
L’organismo risponde ai tentativi di intrusione da parte degli agenti estranei tramite un sistema di difesa particolarmente accurato che comprende
meccanismi aspecifici che non tengono conto delle caratteristiche specifiche degli invasori. La risposta aspecifica, pur essendo la più antica forma di immunità, ha mantenuto un ruolo essenziale anche negli organismi più complessi integrandosi con l’immunità specifica. Oltre ai meccanismi aspecifici, ci sono quelli
specifici, basati su un sofisticato sistema di riconoscimento tra componenti propri
(self) e altrui
(non self), proteggendo i primi e rigettare i secondi; tale reazione, la
reazione immunitaria, viene messa in atto dall’organismo quando le difese aspecifiche non sono basate a eliminare l’intruso.
I non self antigeni innescano una difesa mirata e con risultati più efficaci e duraturi.
L’identificazione dell’antigene, messa in atto dai linfociti, si basa sul riconoscimento molecolare che ha come effetto la produzione di molecole complementari detti anticorpi, specifiche per quel particolare nemico.
Nel mondo ogni anno vi sono un milione e mezzo di malati di
AIDS in più, la maggior parte dei quali sono giovani in piena età produttiva. L’infezione causata dal virus dell’
HIV viene trasmessa col sangue, con gli
emoderivati e con lo sperma (ricordando che la via di contagio più comune è quella sessuale: è sufficiente, a tal proposito, un solo rapporto sessuale senza preservativo perché il contagio avvenga). Inoltre, se una donna in
gravidanza è infetta, trasmette il virus al figlio nel 35% dei casi circa; si prevede che per la fine del secolo le persone infette saranno 39 milioni, tra cui molti milioni di bambini. L’AIDS, per cui attualmente non esistono cure efficaci, è una malattia devastante e mortale, da cui per ora ci si può difendere solo evitando il contagio (la categoria più a rischio è quella dei giovani, di età compresa tra i 15 e i 24 anni); si sta manifestando come la più preoccupante epidemia del ventesimo secolo e sta rapidamente diventando, anche in Italia, un’emergenza sanitaria e sociale.
Come si è potuto capire, grazie anche all’esempio dell’AIDS, una sorta di bomba atomica per le nostre difese immunitarie, la resistenza alle infezioni è il risultato del lavoro coordinato di miliardi di cellule, prevalentemente
globuli bianchi e
linfociti che giocano un ruolo essenziale in questo sistema: alcuni di questi attaccano direttamente le molecole e le cellule estranee, altri producono speciali
proteine, detti anticorpi, che iniettano gli invasori o li marcano in modo da destinarli alla distribuzione. Una persona con un sistema immunitario integro supera facilmente molte malattie, come l’
influenza o il
raffreddore, e diventa resistente a una successiva infezione da parte dello stesso virus in virtù di una speciale
“memoria” immunitaria: è per questo che, da alcune malattie più gravi, come per esempio la
poliomielite o il
tetano, è possibile proteggersi con la
vaccinazione, una pratica medica che stimola il sistema immunitario a mettere in atto un certo tipo di difese specifiche.
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