La dieta scarsdale
La
dieta Scarsdale fu ideata alla fine degli anni Settanta dal cardiologo d
ott. Herman Tarnower, partendo da alcune considerazioni sui militari reduci dal Vietnam. Egli, infatti, aveva notato come i militari americani avessero un
rischio cardiovascolare ridotto, rispetto alla media della popolazione, e attribuì il fatto al regime povero di
grassi e decisamente ipocalorico osservato in guerra. Come in molte
diete che hanno raggiunto la somma popolarità, esistono anche alcune varianti della
dieta scarsdale.
La dieta scarsdale è un regime alimentare basato su dei concetti base, indispensabili per la buona. La dieta scarsdale prevede una restrizione ipocalorica, con netta prevalenza di
proteine e drastica limitazione di
carboidrati.
Solitamente, a ciascun paziente viene assegnato un piano alimentare da seguire giornalmente, in cui ogni giorno sono descritti i cibi da assumere. Generalmente, la colazione è ridotta al minimo ed è sempre uguale: la scelta spazia tra caffè,
tè e succo di frutta. E’ consentito l'uso di dolcificanti ed estratti di erbe come mezzo per resistere al piano dietetico. Originariamente, questo tipo di dieta quantificava pesantemente l'
apporto calorico e la ripartizione dei
macronutrienti. Al giorno d’oggi, invece, la dieta ha subito della variazioni, discostandosi leggermente da quella originale. Infatti, il piano alimentare, non prevede una quantificazione degli alimenti, ma solo una qualificazione. Il cambiamento sta nel fatto che, trattandosi di cibi ad alto contenuto proteico e basso contenuto lipidico e glucidico, è quasi impossibile abbuffarsi e quindi abusare dell’autonomia alimentare che si da al paziente. In questa dieta non sono previsti spuntini, snack, apporti di alcol, e tutti i derivati dei cereali.
La dieta Scarsdale, come tutte le
diete, va applicata ad un periodo limitato, viene consigliata per un periodo da 7 a 14 giorni. Nella versione originale prevede un introito energetico giornaliero estremamente limitato, che va dalle 850 alle 1.000 Kcal, e promette una perdita di peso di circa mezzo kg al giorno. A causa del regime stretto, non è indicata come dieta da seguire per un periodo maggiore di due settimane. Le indicazioni sulla dieta di mantenimento non fanno parte del programma della dieta Scarsdale originale, ma sono fornite dal Dott. Tarnower sul libro di riferimento come indicazione di regime dietetico per tutta la vita. La dieta è caratterizzata da una ripartizione dei macronutrienti decisamente sbilanciata verso le proteine (43%), a scapito di
carboidrati (34,5%) e grassi (22,5%). Se la proibizione dell'alcol per soggetti sovrappeso e/o obesi può aver senso, meno intelligente è la demonizzazione di tutti i grassi di condimento: le insalate, ad esempio, sono condite solo con aceto e limone, senza olio.
Tra i vantaggi evidenziati dai fautori della dieta Scarsdale vi è la semplicità di praticarla, nel senso che è possibile applicare il piano alimentare alla lettera, seguendo semplicemente le indicazioni impartite. Questo è dovuto anche al fatto che la dieta di applica per un lasso di tempo molto ristretto (durata di 14 giorni al max), e quindi è particolarmente indicata per tutti coloro che vogliono perdere peso nell’immediato lasso di tempo senza troppi prolungamenti e troppe domande sul regime alimentare da seguire.
Spesso, le variazioni di questa dieta sono controindicativi, in quanto molto spesso tendono, soprattutto per tutti coloro che non riescono a trattenere la tentazione, ad introdurre spuntini, alcool e tutti gli altri alimenti che sono originariamente vietati per 14 giorni.
Il vantaggio di questa dieta è che offre un grande senso di sazietà, fornito dall’alta percentuale di proteine apportate all’organismo. Altro punto a vantaggio di questa dieta è la varietà di alimenti proteici, comprendendo carni come pollo,
pesce, manzo, maiale, uova.
Pur essendo una dieta estremamente ipocalorica, nel piano alimentare non sono date indicazioni quantitative, quindi non c'è alcuna garanzia che l'introito calorico sia limitato a 1.000 kcal. Inoltre La dieta fornisce un intervallo preciso (850-1.000 kcal/die) a prescindere
dalle condizioni iniziali del soggetto (peso, altezza, sesso). Visto l'introito calorico limitato, la dieta Scarsdale non consiglia l'abbinamento dell'esercizio fisico nel periodo di 7-14 giorni di applicazione del piano.
La dieta Scarsdale inizialmente era una
dieta lampo, da seguire per non più di 14 giorni, poi, sull'onda del successo,Tarnower pubblicò un testo, dal titolo
“The Complete Scarsdale Medical Diet”, dove si fornivano consigli anche per la dieta di mantenimento, sempre basata sulla riduzione drastica dei carboidrati e sulla riduzione dei
grassi, soprattutto dei condimenti.
La dieta Scarsdale è molto simile alle altre diete
low carb, con l'aggravante di essere nata come una dieta dell'ultimo minuto. La prima fase della dieta è molto restrittiva e difficilmente può essere continuata oltre le due settimane. Da questo, si può chiaramente comprendere che non si hanno dei risultati oggettivamente rilevanti.
In pratica, la dieta scardale può essere considerata una variante scientifica della dieta fai da te adottata da chi elimina i farinacei, quali pane, pasta,
dolci, dalla propria
alimentazione allo scopo di
dimagrire.
Questo è un ipotetico menu da seguire nel corso delle due settimane:
PRIMA COLAZIONE (tutti i giorni). 1/2 pompelmo, una fetta di pane integrale, caffè o the senza
zucchero.
1) LUNEDÌ: a pranzo carni fredde magre e pomodori; a cena
pesce magro o crostacei, insalata mista, una fetta di pane integrale e frutta di stagione.
2) MARTEDÌ: a pranzo macedonia di frutta a volontà e caffè o the; a cena hamburger magro alla griglia, verdure abbondanti (pomodori, peperone, lattuga, sedano, olive, zucchine o cetrioli), caffè o the.
3) MERCOLEDÌ: a pranzo insalata di tonno condita con limone o aceto, pompelmo o melone o frutta di stagione, caffè o the. A cena agnello arrosto affettato, insalata di lattuga, pomodoro, cetriolo, sedano; caffè o the.
4) GIOVEDÌ: a pranzo due uova cucinate senza grassi, formaggio magro, zucchine o cavolini di Bruxelles o pomodori, una fetta di pane integrale e caffè o the. A cena pollo arrosto o alla griglia, spinaci, peperoni, fagiolini, pomodori.
5) VENERDÌ: a pranzo formaggio magro con spinaci, una fetta di pane integrale e caffè o the; a cena pesce magro o crostacei, insalata mista, 1 fetta di pane integrale.
6) SABATO: a pranzo macedonia di frutta e caffè o the; a cena pollo o tacchino arrosto, insalata di pomodori e lattuga, pompelmo o frutta di stagione.
7) DOMENICA: a pranzo tacchino o pollo, pomodori, carote, cavolo cotto, broccoli o cavolfiore, pompelmo o frutta di stagione, caffè o the. A cena vitello arrosto magro con insalata di lattuga, cetrioli, sedano, pomodoro, zucchine.
Francesca Brigida
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