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Peritonite

di Francesca Brigida
per Dieta-Dimagrante.com
© 2012 - Tutti i diritti Riservati

La peritonite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, del peritoneo, la sottile e trasparente membrana sierosa che riveste la cavità addominale e numerosi organiche contenuti al suo interno.

Con la funzione di sostenere gli organi addominali, il peritoneo è formato da due foglietti, uno parietale, che riveste le pareti interne della cavità addominale, ed una viscerale, che avvolge gli organi in essa contenuti, quali esofago intra-addominale, stomaco, duodeno, piccolo intestino, appendice, colon, retto, colecisti, albero biliare e vescica.

Tra i due foglietti che compongono il peritoneo esiste il cavo peritoneale, uno spazio virtuale, contenente una piccola quantità di liquido sieroso, che si rinnova continuamente e consente lo scorrimento dei due foglietti l’uno sull’altro, facilitando i movimenti attivi e passivi dell’addome.

Il peritoneo è in grado di difendersi dagli agenti infettivi tramite un’azione antibatterica e con la capacità di circoscrivere il focolaio settico, attraverso un’abbondante essudazione fibrinosa. Perciò, l’infiammazione del peritoneo può essere bloccata con il semplice trattamento sistemico.

A causare la peritonite è la perforazione di un organo addominale, che permette ai batteri e ai succhi digestivi di contaminare il peritoneo. A seconda dell’origine infiammatoria, è possibile distinguere la peritonite in primaria e secondaria, mentre, a seconda dell’estensione, si distingue la peritonite in localizzata, che preannuncia un efficace reazione di difesa del peritoneo che riesce a limitare l’infiammazione, e diffusa, che rappresenta una situazione ben più grave della peritonite localizzata. Altra distinzione, dettata dall’intensità dell’infiammazione, è tra peritonite cronica, rara e acuta, in cui l’inizio della sintomatologia è molto violenta.

Alla peritonite primaria appartengono tutti quei casi in cui l’infiammazione è conseguente alla diffusione dei batteri attraverso il circolo sanguigno, come la peritonite pneumococcica e la peritonite tubercolare. Quelli della peritonite primaria sono casi piuttosto rari.

Alla peritonite secondaria, invece, appartengono tutti quei casi in cui la rottura o la perforazione di un organo addominale, come appendicite, ulcera peptica, coleciste, ostruzione intestinale o colite perniciosa, sono la causa dello stato infiammatorio. In questo caso, oltre all’azione dannosa dei microrganismi si aggiunge quella lesiva dei succhi digestivi (bile, succo gastrico e pancreatico), urina, muco e sangue: si parla di peritonite chimica.

In alcuni casi può succedere che la peritonite sia causata da un trauma, come la presenza di sangue infetto nell’addome, di ferite profonde, una pancreatite o una malattia infiammatoria della pelvi o di un accidente vascolare (embolia, trombosi mesenterica). Nei più giovani e nei bambini, invece, la peritonite è causata specialmente dalla perforazione di un’appendicite infiammata e non diagnosticata al momento giusto.

A seconda del tipo di peritonite, si riscontrano diversi sintomi. La peritonite primaria determina la comparsa di gonfiori addominali che si accompagnano a deboli dolori, febbre e perdita di peso. La peritonite secondaria acuta porta a sintomi violenti che comprendono la comparsa di forti dolori addominali, dapprima circoscritti nella zona addominale di rottura e poi generalizzati. A caratterizzare una peritonite acuta sono altri sintomi, come nausea, vomito, febbre, tachicardia, progressiva dilatazione addominale e sete causata dallo stato di disidratazione, sfociando allo shock ipovolemico e, in casi più violenti, alla morte del paziente, causati da un trattamento non fatto in tempo.

Per la diagnosi si prendono in esame i sintomi manifestati dallo stato infiammatorio e, successivamente, ci si sottopone ad esami radiologici, quali un’ecografia dell’addome o una TAC. In alcuni casi, il medico effettua prelievo di sangue e di versamento peritoneale da spedire in laboratorio di analisi, per fare indagini di varia entità relazionati alla diagnosi fatta in precedenza con i sintomi, definendo meglio le caratteristiche e la natura dell’infiammazione.

Attraverso la diagnosi è possibile arrivare alla terapia appropriata. Nelle peritoniti acute diffuse e non perforative, la terapia sistemica comprende la somministrazione di antibiotici, l’intubazione nasogastrica in aspirazione e la terapia respiratoria, mantenendo l’idratazione con una giusta infusione di liquidi ed elettroliti.

Nel caso di peritonite acuta, sia localizzata che diffusa e perforativa, la terapia sistemica viene associata all’intervento chirurgico, che serve per asportare la principale fonte di infiammazione o l’organo che ha dato origine all’infiammazione. Con l’intervento chirurgico si va a bonificare il cavo peritoneale. Nella fase precedente all’intervento chirurgico, si prepara l’organismo con un’intensa terapia antibiotica.


Francesca Brigida

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"Peritonite"


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