Perdere peso senza carboidrati
Denominati anche glucidi, i carboidrati sono delle biomolecole formate da carbonio e acqua. A seconda della loro struttura, i carboidrati vengono classificati in semplici e complessi; i primi, comunemente conosciuti con l’appellativo di zuccheri, raggruppano monosaccaridi, disaccaridi e oligosaccaridi, i secondi, invece, meglio conosciuti come cibi amidacei o semplicemente amido, sono alloggiati principalmente nei cibi raffinati (pizze, biscotti, torte, riso bianco) e naturali (banane, lenticchie, riso integrale).
Alloggiati principalmente ne
gli alimenti di origine vegetale, i carboidrati forniscono circa 4 kcal per grammo, con un valore oscillatorio di glucosio (3,74 kcal) e amido (4,2 kcal); una parte di queste calorie, il 10% circa, viene utilizzata dal nostro organismo per il metabolismo energetico; il motivo per cui i carboidrati rappresentano una fonte principale di energia per il nostro organismo, a differenza di grassi e proteine) è data dalla loro rapida trasformazione in glucosio.
Tuttavia, il fatto che i carboidrati rappresentino una fonte importante di energia per il nostro organismo non vuol dire che bisogna eccederne nella dieta; infatti, una dieta ricca di carboidrati, semplici e complessi, potrebbe portare alla modificazione radicale dei livelli di zucchero nel sangue. Bisogna, quindi, cercare di equilibrare l’apporto calorico in carboidrati con l’apporto calorico in proteine, fibre e grassi.
A dispetto di nutrizionisti e dietologi che ribadiscono l’importanza dell’assunzione quotidiana di carboidrati, ci sono delle diete piuttosto famose che, invece, consigliano di eliminare quasi del tutto i carboidrati dal regime alimentare del soggetto intenzionato a perdere peso (soprattutto se in poco tempo). Le diete più famose e meglio conosciute che rimarcano questo concetto sono la dieta Atkins e la dieta scarsdale, entrambe ideate negli anni ’70. Ma non solo. Anche le diete metabolica e chetogenica si basano essenzialmente su questo concetto in merito ai carboidrati nella dieta. A favore di queste diete c’è un rapido calo di peso: da qui il loro principale successo.
E’ bene sapere, però, che queste diete comportano dei “rischi” dovuti alla drastica riduzione dell’apporto glucidico; infatti, la massiccia riduzione o totale assenza di carboidrati nella propria dieta costringe il nostro organismo a procurarsi il glucosio, di cui necessita per svolgere le sue normali attività energetiche, dalle riserve a disposizione creando, così, dei corpi chetonici che, da un lato portano al dimagrimento corporeo, dall’altro, invece, stressano particolarmente l’organismo danneggiandone il suo stato di salute. Per questo motivo, infatti, i medici consigliano di seguire queste diete sono per tempi limitati e non prolungati, poiché i danni che si potrebbero verificare risultano essere particolarmente gravi.
Negli ultimi anni, i cosiddetti carboidrati AIG, acronimo di carboidrati ad Alto Indice Glicemico, sono ritenuti i maggiori responsabili del sovrappeso e di obesità, oltre che di una serie di patologie collegate a questi due stati, quali il diabete e l’aterosclerosi. In realtà, l’eccessivo introito di carboidrati è di per sé un fattore di danno per il nostro organismo. Per abbassare l’indice glicemico di un alimento è necessario assumerlo insieme a proteine e grassi. Gli alimenti ad alto indice glicemico sono lo zucchero, le bevande zuccherate, i dolciumi e cereali, mentre i cibi a basso contenuto glicemico sono frutta e verdura, cereali integrali latte e latticini.
Francesca Brigida
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