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Ernia addominale: cause e rimedi

di Francesca Brigida
per Dieta-Dimagrante.com
© 2012 - Tutti i diritti Riservati

Sono milioni i soggetti che soffrono di ernia addominale ma solo una piccola parte di essi ricorre alle cure mediche poiché, come spesso accade anche con altre patologie, il paziente è intimorito dall’intervento chirurgico e, quindi, pur di evitarlo, è disposto a sopportare il dolore e tutti i disturbi connessi che, però, tendono a peggiorare col passare del tempo.

L’ernia addominale si forma quando uno degli organi addominali viene spinto all’esterno della tasca addominale e comincia a perforare la parete addominale fino a giungere nello strato sottocutaneo della pelle: è esattamente quello che noi evidenziamo come un rigonfiamento più o meno evidente e fastidioso. Solitamente, gli organi che vanno facilmente incontro ad ernia addominale sono il piccolo intestino e degli accumuli di grasso attaccate all’intestino, che in gergo medico vanno sotto il nome di epiploon.

In questo contesto, e al fine di comprendere meglio il fenomeno dell’ernia addominale, bisogna immaginare l’addome come una tasca che accoglie diversi organi, quali stomaco, intestino, fegato e altri organi. Le sue pareti, vale a dire quelle addominali, sono formate da diversi strati, tra cui quello più interno è il peritoneo, una sorta di pellicola trasparente, estremamente sottile e, perciò, delicata, che avvolge ininterrottamente le pareti addominali. A ricoprire più esternamente le pareti dell’addome sono muscoli, tendini, grasso e pelle.

La formazione dell’ernia addominale è favorita dal fatto che il peritoneo avvolge l’addome senza interruzioni, quindi, l’ernia spinge il peritoneo fuori e questo, a sua volta, è costretto ad estroflettersi formando il sacco dell’ernia. In sostanza, l’ernia addominale è costituita da un sacco, appunto il sacco dell’ernia formato dal peritoneo, e il contenuto interno, ovvero l’organo che è andato incontro ad ernia, che può essere il piccolo intestino oppure un accumulo di grasso.

Le cause della formazione di un’ernia addominale possono essere molteplici. Spesso, esse si formano in corrispondenza di una cicatrice di un intervento chirurgico, oppure in prossimità di un trauma. Spesso, l’ernia è causata da sforzi ripetuti nel tempo quali, lavorativi, sportivi o fisici (come contrazioni addominali per stitichezza o per tosse eccessiva). Un’altra causa, forse meno frequente, è la debolezza della parete peritoneale, a volte fragile per cause congenite o per cambiamenti corporei affrontati nel tempo (come, per esempio, il dimagrimento o l’ingrasso eccessivo, oppure per gravidanze).

Fatto luce sulle cause, veniamo ai rimedi e alla prevenzione che può essere fatta in caso di ernia addominale. Quando le nostre condizioni sono favorevoli e il nostro corpo lo permette, è  possibile risolvere il problema dell’ernia addominale effettuando un intervento chirurgico presso una struttura ospedaliera. Attualmente, non c’è da aver timore a riguardo poiché, essendo considerato intervento di routine, esso viene effettuato in anestesia locale consentendo, così, al paziente di fare una serie di azioni immediatamente dopo l’intervento, cosa che con l’anestesia totale non si poteva assolutamente fare; subito dopo l’intervento, infatti, il paziente potrà immediatamente alzarsi dal letto, camminare, tornare immediatamente a casa, senza trascorrere la notte in osservazione dal personale medico ospedaliero. Addirittura, il paziente può riprendere a lavorare già dal giorno seguente all’intervento chirurgico, seppur con estrema moderazione (noi consigliamo di trascorrere qualche giorno a riposo evitando conseguenze postume all’intervento e, ancora, consigliamo, prima di svolgere qualsiasi attività, di rivolgersi al parere del proprio medico di fiducia).

Nel momento in cui ci si accorge di avere un’ernia addominale, bisogna prendere consapevolezza del fatto che l’unica via percorribile è l’intervento chirurgico. Sconsigliamo, quindi, altre vie rivelatesi fallimentari, nonché dannose per certi versi, quali cinti, sclerosanti o compressioni: il risultato sarebbe tornare al punto di partenza poiché non è risolutivo e, tra l’altro, queste pratiche possono causare altri inconvenienti da non prendere sotto gamba.

L’intervento chirurgico si è rivelato efficace, sempre più indolore, semplice, di routine e, perciò, raramente controindicato. L’intervento chirurgico presenta anche un rischio piuttosto basso di ricomparsa, dopo un breve intervallo di tempo, dell’ernia addominale. Proprio in questo raggio interventistico, sono stati fatti dei grandi passi avanti nel metodo chirurgico, grazie al quale la fase post-operatoria risulta tutt’altro che dolorosa.

Altra buona regola è quella di farsi subito visitare dal proprio medico di fiducia non appena ci si accorge di avere un’ernia addominale, senza far passare troppo tempo rischiando di peggiorare la situazione: risulta piuttosto inutile far avanzare il dolore, rendendolo più acuto nel tempo, se, poi, l’unica via percorribile è quella dell’intervento chirurgico: meglio mobilitarsi subito ed affrontare il problema senza far passare troppo tempo.


Francesca Brigida

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Tutti i contenuti di questo sito non sono destinati a finalità di prevenzione, cura o trattamento di alcuna patologia e non sono riferibili ad alcuna prescrizione e/o consiglio medico.