I dolcificanti
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di Rosilda Sergi
per Dieta-Dimagrante.com
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Il dolcificante ( detto anche edulcorante) è una sostanza utilizzata in ambito alimentare per conferire il sapore dolce agli alimenti o alle bevande: in teoria, essi sembrano molto adatti a sostituire lo zucchero, eppure esistono delle dosi massime giornaliere che vanno rispettate se si vogliono evitare degli effetti collaterali gravi.
In particolar modo a questo proposito, può essere utile fare una distinzione tra i dolcificanti naturali e quelli sintetici, che si differenziano per l’origine e le caratteristiche: alcuni dolcificanti, infatti – come il fruttosio e il lattosio – sono sostanze comuni, che non hanno nessun rischio se assunti normalmente e da individui non intolleranti. Per altri dolcificanti, invece, si ritiene necessario fissare un limite di tolleranza e in alcuni casi è importante specificare il solo uso per adulti (un esempio tra tutti è dato dal sorbitolo, sconsigliato ai bambini).
Tra i dolcificanti naturali è utile ricordare:
- Fruttosio, ovvero lo zucchero che si ricava attraverso un particolare processo dalla frutta e che ha un potere dolcificante maggiore rispetto al saccarosio e un indice glicemico più basso rispetto al glucosio. Esso viene di norma utilizzato nell’industria per dolcificare bevande, gelati e preparazioni dolciarie;
- Glicirizina, che si estrae dalla radice della liquirizia, ha un potere dolcificante superiore al saccarosio ma un apporto calorico inferiore;
- Glucosio, che si trova allo stato naturale nella frutta e negli ortaggi;
- Lattosio, che si presenta come dolcificante di origine animale in quanto presente in soluzione nel latte; esso ha un potere dolcificante inferiore rispetto al saccarosio;
- Mannitolo, derivato dalla manna, che ha un potere dolcificante inferiore al saccarosio e viene di norma utilizzato come diuretico;
- Miele, dotato di elevato valore nutritivo e potere dolcificante;
- Saccarosio, che si ottiene dalla lavorazione della canna da zucchero o dalla barbabietola da zucchero (si tratta a tutti gli effetti del comune zucchero da cucina);
- Sorbitolo, che si ottiene dalle bacche del sorbo, ha un potere dolcificante che è circa la metà del saccarosio;
- Stevia, pianta originaria del Centro America, utilizzata come dolcificante ed edulcorante nei paesi al di fuori dell’Unione Europea e degli Stati Uniti;
- Xilitolo, utilizzato per la preparazione di vari prodotti dietetici ipocalorici e per le gomme da masticare
- Zucchero di canna, il comune zucchero di color ambra non raffinato.
I dolcificanti detti sintetici sono:
- Acesulfame potassico, che è dotato di un potere dolcificante di gran lunga superiore al saccarosio e un apporto calorico nullo. La dose giornaliera accettabile secondo la FAO è pari a 15 mg/Kg di peso corporeo;
- Aspartame, dolcificante di sintesi formato da acido aspartico e alanina, ha un elevato potere dolcificante e una ridotta stabilità al calore. La dose giornaliera accettabile è di 40 mg/kg di peso corporeo;
- Ciclammato, ha un potere dolcificante 50 volte superiore a quello del saccarosio ed è utilizzato nell’industria come edulcorante da tavola. La dose giornaliera consigliata dalla FAO è in questo caso pari a 11 mg/Kg di peso corporeo;
- Saccarina, utilizzata principalmente nelle bevande, nelle preparazioni per alimenti per diabetici e come dolcificante da tavola. La dose giornaliera accettabile è di 5 mg/kg di peso corporeo;
- Sucralosio.
Rosilda Sergi
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