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Lo zucchero di canna: differenze rispetto allo zucchero bianco raffinato

di Rosilda Sergi
per Dieta-Dimagrante.com
© 2012 - Tutti i diritti Riservati

Tutti noi conosciamo e facciamo uso dello zucchero semplice, il classico zucchero bianco da tavola che utilizziamo non solo per dolcificare il nostro consueto caffè mattutino, ma anche per rendere più appetibili e gustosi i nostri dolci: si tratta, in realtà, di uno zucchero parecchio raffinato, derivante dal saccarosio, un disaccaride formato da una molecola di glucosio ed una di fruttosio, che per diventare lo zucchero raffinato delle nostre tavole attraversa diverse lavorazioni, suddivise in fasi, fino a giungere alla sua cristallizzazione per uso commerciale.

Tuttavia, solo negli ultimi anni si sta lentamente riscoprendo il valore ed il sapore dello zucchero non raffinato, comunemente chiamato zucchero di canna: si tratta, a tutti gli effetti, di uno zucchero grezzo, dal colore più scuro e dorato rispetto allo zucchero raffinato, e dal gusto un po’ diverso.

Lo zucchero di canna è, oltretutto, meritevole di una reputazione maggiore rispetto allo zucchero bianco, in quanto si ritiene che esso sia non solo più salutare, ma anche più ricco di minerali e meno calorico: a differenza dallo zucchero bianco, il quale viene estratto dalla barbabietola da zucchero, lo zucchero di canna viene ottenuto dalla canna da zucchero – chiamata ufficialmente Saccharum officinarum – ampiamente coltivata nelle regioni tropicali e subtropicali, come Cuba, Porto Rico, Filippine ecc., anche se originaria delle Indie.

Esso si distingue in zucchero grezzo di canna e zucchero “integrale”, che rispetto a quello tradizionale presenta delle caratteristiche piuttosto diverse: innanzitutto, una minore percentuale di saccarosio, seguita da una maggiore quantità di sali minerali – tra cui fosforo, calcio, zinco, fluoro, potassio e magnesio – e di vitamine A, B1, B2, B6, e C.

Lo zucchero di canna è consigliato spesso come valido sostituto dello zucchero raffinato, in quanto ha un potere calorico decisamente minore: non bisogna tuttavia cadere nella trappola di confondere lo zucchero di canna grezzo con quello integrale, perché mentre il primo è parecchio conosciuto e, ad oggi, utilizzato nell’industria dolciaria, il secondo presenta cristalli più o meno grandi e con diverse sfumature scure, ed è in grado di apportano 356 calorie per 100 grammi, contro le 392 del tradizionale saccarosio.

Lo zucchero di canna viene ottenuto direttamente dal succo estratto dalle canne, le quali sono schiacciate attraverso operazioni del tutto artigianali da cui viene totalmente escluso l'utilizzo di sostanze chimiche.

Una delle differenze sostanziali tra lo zucchero di canna e quello raffinato riguarda proprio le conseguenze che quest’ultimo, a lungo andare, può avere sul nostro corpo: a livello intestinale esso è in grado di provocare processi di alta fermentazione, con successiva produzione di gas e tensione addominale. Non sono rari infatti i casi di gonfiore e pesantezza dovuti ad un pasto troppo ricco di zuccheri, come dolci altamente elaborati: coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze tossiche sono solo alcune delle antipatiche conseguenze dell’uso frequente e sconsiderato dello zucchero raffinato.

Tuttavia, il consiglio dei nutrizionisti, che si tratti di zucchero bianco o grezzo, è sempre lo stesso: utilizzare con molta cautela gli zuccheri può prevenire non solo danni reversibili come obesità e carie dentale, ma anche più seri come diabete e, in casi più gravi e repentini, la morte.


Rosilda Sergi

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