Perché è importante difendere l’olio di oliva made in Italy

Perché è importante difendere l'olio di oliva made in Italy

DISTINGUERE GLI OLI DI OLIVA

L’olio di oliva si estrae dal frutto (drupa) della pianta di olivo “Olea europea” tipica mediterranea. L’olio contenuto nel mesocarpo del frutto si forma durante la maturazione, quando l’oliva da verde diventa nero-violacea. Hanno grande importanza per la qualità dell’olio il terreno di coltivazione, il grado di maturazione delle olive, le modalità di raccolta, il sistema di estrazione. In base al Regolamento CEE n. 1915/87 la classificazione commerciale degli oli è la seguente:
-“Oli di oliva vergini” sono quelli ottenuti dal frutto di olivo soltanto mediante processi meccanici o altri processi fisici, in condizioni segnatamente termiche che non causano alterazione dell’olio e che non hanno subito alcun trattamento diverso dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dalla filtrazione, esclusi gli oli ottenuti mediante solventi o con processi di riesterificazione e qualsiasi miscela con oli di altra natura. Gli oli di oliva vergini vengono classificati, nel modo che segue, in base all’acidità libera presente espressa in grammi di acido oleico per 100 grammi di olio:
a) olio d’oliva vergine extra: olio di oliva vergine di gusto assolutamente perfetto, con acidità non superiore a 1 g per 100 g;
b) olio d’oliva vergine: olio di oliva vergine di gusto perfetto, con acidità non superiore a 2 g per 100 g;
c) olio di oliva vergine corrente: olio di oliva vergine di gusto imperfetto, con acidità non superiore a 3,3 g per 100 g;
d) olio di oliva vergine lampante: olio di oliva vergine di gusto imperfetto con acidità superiore a 3,3 g per 100 g.
Gli oli che non hanno un’acidità abbastanza bassa da poter rientrare in questa classifica, o gli oli estratti dalle olive per mezzi di solventi, o le miscele di oli diversi, vengono trattati, ovvero raffinati, ma non possono più dirsi “vergini”, anche se mantengono la dicitura “di oliva”. Fanno parte di questo gruppo l’ olio di oliva raffinato, l’ olio di oliva, e gli oli di sansa. L’olio di oliva raffinato è un olio di oliva ottenuto meccanicamente ma che, presentando caratteri organolettici sgradevoli e alta acidità, per essere utilizzato a scopo alimentare è stato sottoposto a neutralizzazione e deacidificazione e raffinato con vari trattamenti. L’olio di sansa di oliva raffinato è invece un olio di recupero, ricavato dalle sanse residuate dalla spremitura, sottoposto ad estrazione con solventi e poi a raffinazione.

 

“L’OLIVETI D’ITALIA” A SINGAPORE

L’olio italiano è presente  in forze a Singapore.  Il sistema di rintracciabilità dell’olio extra vergine di oliva italiano, messo a punto dall’organizzazione commerciale “Oliveti d’Italia”, presentato nel paese asiatico da Unaprol e “Veronafiere”.
Secondo l’Unaprol la scelta di presentare l’olio extra vergine italiano nel paese asiatico era altamente strategica, non a caso -viene sottolineato- l’Italia è allo stato attuale, nei paesi del Sud-Est asiatico, leader nel mercato dell’olio di oliva con una quota del 63%.“La scommessa del mercato del Sud-Est asiatico – afferma in una nota il presidente di Unaprol, -si vince puntando sulla qualità e non sulle imitazioni.
Si deve scongiurare il pericolo che il mercato di questi paesi, dove vi sono abitudini alimentari diverse da quelle europee, sia inquinato con l’offerta di prodotto che non risponda ad elevati standard qualitativi, perché risulterebbe difficile in futuro spostare e orientare l’asse dei consumi di queste popolazioni verso il vero prodotto di qualita”.

Perché è importante difendere l'olio di oliva made in Italy

L’UNIONE EUROPEA AMA L’OLIO D’OLIVA

Si è conclusa la quattordicesima campagna di promozione del consumo di olio di oliva promossa dalla Comunità europea. Per l’Italia era presente il presidente della Coldiretti, che ha affermato: “occorre migliorare i processi di produzione di questo nobile alimento, dal controllo del prodotto, fino alla catena distributiva”. Questo per garantire il migliore risultato possibile ai consumatori, che, in Italia, negli ultimi trent’anni, hanno dimostrato di apprezzare molto l’extravergine, tanto da quadruplicarne il consumo.