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Io mangio italiano… e tu?

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La dieta italiana è nata nel 2003 dall’analisi delle due diete più in voga al momento fra gli sportivi: la dieta mediterranea e la dieta a zona, entrambe limitate nei risultati.
La dieta italiana può essere considerata una versione scientifica della dieta mediterranea. La dieta italiana è un regime alimentare che può essere seguito da tutti e per sempre; ha come risultato la massima salute dell’individuo senza penalizzare la qualità della vita con un atteggiamento troppo radicale in termini di alimentazione.
Il suo rapporto con la dieta a zona si intuisce dal fatto che molti zonisti, una volta stanchi delle limitazioni e dei vincoli del modello di Sears, continuano ad affermare che seguono la dieta a zona, ma, di fatto, non fanno altro che seguire la dieta italiana, avendo conservato della zona solo l’attenzione alla quantità di cibo; ai macronutrienti, con l’aumento della quota proteica e la riduzione di quella glicidica; alla qualità dei cibi con l’eliminazione dei grassi trans, dei cibi con zucchero aggiunto, con la moderazione nel consumo di alcolici ecc.
Ci sono delle regole da rispettare per attenersi al regime alimentare della dieta italiana:
-bisogna essere magri, prerogativa necessaria per stare bene ed essere sani; il sovrappeso è una condizione invalidante. Molte indicazioni alimentari, infatti, come limitare i grassi saturi, limitare gli zuccheri ad alto indice glicemico, assumere molte fibre ecc. sono del tutto inutili perché se si vuole rimanere magri non si può eccedere con errori alimentari. La dieta italiana fissa nuovi e più realistici limiti di sovrappeso con la definizione di nuove tabelle di magrezza, più rigide di quelle ormai superate dell’OMS;
-sport e alimentazione sono fondamentali, un soggetto in sovrappeso non riuscirà mai a scendere di peso se non si impegna in una sobria attività fisica. Perciò, è assodato che fare sport e necessario, in quanto lo sport accompagna la buona alimentazione;
-sapere cosa e quanto mangiare, senza lasciarsi abbindolare dal singolo parere del dietologo o dalla rivista di fiducia di benessere e salute. E’ di fondamentale importanza, prima ancora di cominciare una dieta, sapere quale e quanto cibo ingerire;
-eliminare i cibi chimicamente nocivi, ossia tutti quegli alimenti contenenti grassi trans, in particolare grassi/oli vegetali idrogenati (margarina compresa) e conservanti nocivi (come i nitrati e i nitriti dei salumi e della carne in scatola); limita l’impiego di quelli con etichetta nutrizionale non chiara, per esempio recante ingredienti non meglio identificati come “grassi vegetali” o “oli vegetali”, oppure con ingredienti che servono solo per ingannare il consumatore (coloranti, esaltatori di sapidità come il glutammato, polifosfati ecc.).
Una fondamentale prerogativa di questo regime alimentare, spesso confuso o gemellato con quello della dieta mediterranea, è l’abbondanza in frutta, verdura, ortaggi e legumi, limitando, invece, i cibi ad elevato contenuto di grassi saturi (come, ad esempio, il lardo animale, i salumi grassi, gli insaccati e i latticini grassi) o con eccessiva aggiunta di zucchero o sale. In accordo con la dieta mediterranea, è consigliabile l’uso di miele e zucchero di canna per dolcificare, mentre, per insaporire le pietanze, si può tranquillamente abbondare con le spezie, quali basilico, menta, salvia, rosmarino, prezzemolo etc. e gli aromi naturali, come curry, noce moscata etc.
La dieta italiana, poi, invita a preferire, sia per la preparazione dei cibi sia per il condimento, l’olio extravergine di oliva (preferibilmente aggiunto a crudo o scaldato a basse temperature), piuttosto che burro o, peggio ancora, olii idrogenati (come margarina e simili), nonché maionese e altre salse ipercaloriche e spesso ricche di conservanti e additivi. In altre parole, la dieta italiana invita i consumatori a leggere con attenzione le etichette nutrizionali e, più in generale, è rivolta a tutti coloro che ampliare la loro coscienza alimentare e dello stare in forma.
Ritornando all’analisi alimentare, si vieta dalle proprie tavole la presenza di cibi quali panna, burro e dolci compresi; inoltre, la dieta italiana sconsiglia fortemente solo il consumo di quegli alimenti la cui nocività sia stata ormai dimostrata. Sotto tale aspetto, peraltro, emerge una nota che evidenzia il carattere scientifico della dieta italiana: quest’ultima è l’unica ad avere stilato un elenco dettagliato degli additivi, sollecitando il consumatore ad evitare di mettere nel proprio carrello della spesa prodotti che contengano sostanze come nitriti e nitrati (ampiamente utilizzati come conservanti nelle carni inscatola), coloranti di vario tipo (che abbondano spesso proprio nei cibi dedicati ai bambini!), polifosfati, gallati, glutammato di sodio e ciclamato (in proposito, attenzione a leggere attentamente l’etichetta nutrizionale dei dadi da cucina), nonché derivati dell’acido benzoico, dell’anidride solforosa e dell’acido ortofosforico. Oltre agli additivi appena visti, la scienza dell’alimentazione e la dieta italiana vietano i cibi trans, ossia i grassi e gli oli vegetali idrogenati, come la margarina e diversi prodotti dell’industria alimentare, soprattutto dolciaria. E’ stato scientificamente provato che tali ingredienti sono in grado di apportare elevate quantità di colesterolo solo del tipo cosiddetto “cattivo” (LDL).

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