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La dieta mediterranea biologica di riferimento – Ricerca Università Tor vergata – Roma

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Presentazione della ricerca

I risultati ottenuti dalla ricerca dell’Università Tor Vergata indicano un diverso effetto sull’organismo dei prodotti di origine biologica rispetto ai convenzionali, inseriti in un regime dietetico che segue i dettami della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento: l’effetto è decisamente più salutare. I dati hanno dimostrato che una dieta a base esclusiva di prodotti biologici, rispetto a prodotti di agricoltura convenzionale, apporta una maggiore quantità di principi antiossidanti, in grado di determinare un aumento della capacità antiossidante totale plasmatica. La Dieta Mediterranea di Riferimento biologica assume un ruolo rilevante nella determinazione di uno stile di vita salutare, come ben evidenziato dalla riduzione dei valori biochimico-clinici dello stato ossidativo e dell’infiammazione, in particolare dell’omocisteina, fattore di rischio cardiovascolare.

Principi e riferimenti di partenza

Una rapida espansione di alcuni settori scientifici e soprattutto della quantità di evidenze epidemiologiche ha contribuito a chiarire il ruolo della dieta nella prevenzione e nel controllo della morbilità e mortalità precoce causate da malattie non trasmissibili. Inoltre, si è giunti all’identificazione di alcuni fra gli specifici componenti della dieta, che contribuiscono ad aumentare le probabilità di sviluppare questo tipo di malattie, e degli interventi da attuare nel singolo individuo per modificarne l’azione. Prende sempre più piede l’idea che la dieta rappresenti il maggiore determinante modificabile delle malattie croniche, grazie anche al crescente sostegno fornito dai dati scientifici. Per coniugare salute e buona tavola bisogna ricordare che alimentarsi in modo sano vuoi dire preferire prodotti non trattati, prediligere frutta e verdura di stagione, consumare prodotti di qualità. Gli alimenti considerati nelle filiere di frutticoltura, olivicoltura, orticoltura e colture erbacee da pieno campo rappresentano la colonna portante del regime alimentare noto come “Dieta Mediterranea di riferimento” (DM). La DM è universalmente considerata come il regime ottimale per favorire lo stato di salute e, conseguentemente, la durata e la qualità della vita. Caratterizzata dal consumo bilanciato di alimenti ricchi di fibre, antiossidanti e grassi insaturi, la DM offrirebbe un approccio alternativo salutare volto ad abbassare il consumo di grassi animali e di colesterolo nella dieta ed inoltre l’appropriato bilancio tra apporto e dispendio energetico. Con il presente studio si è voluto verificare se uno stile alimentare basato esclusivamente sul consumo di alimenti di origine biologica, integrato in un regime adeguato alla DM di riferimento, fosse in grado di modulare indicatori specifici dello stato di salute. Per “Dieta Mediterranea biologica” si intende una dieta moderata in cui prevalgono alcuni gruppi di alimenti tipici mediterranei provenienti da agricoltura biologica: cereali, legumi, ortaggi, frutta fresca e secca, olio vergine di oliva, prodotti della pesca, e come bevande alcoliche vino rosso.La dieta mediterranea biologica di riferimento - Ricerca Università Tor vergata - Roma

Materiali e metodi

Lo studio ha avuto per oggetto il confronto fra alimenti prodotti con metodi di agricoltura biologica e tradizionale (determinazione della capacità totale antiossidante con metodica ORAC), ed il loro effetto su variabili biochimico-cliniche ed immunologiche, con particolare attenzione ai livelli di citochine pro-infiammatorie circolanti ed alla capacità totale antiossidante plasmatica, dei soggetti partecipanti allo studio. Lo studio è stato suddiviso in 2 parti: studio A e studio B. Lo studio A è stato eseguito su 32 soggetti, clinicamente sani, non fumatori, non sottoposti ad alcuna terapia farmacologia, residenti rispettivamente 16 (8 uomini e 8 donne) nella Regione Lazio e 16 (8 uomini e 8 donne) nella Regione Calabria. Lo studio B è stato eseguito su 9 soggetti, clinicamente sani, non fumatori, non sottoposti ad alcuna terapia farmacologia, di età compresa trai i 28 e 67 anni, con le stesse abitudini alimentari e stile di vita. I soggetti selezionati hanno consumato per 14 giorni prodotti provenienti da agricoltura convenzionale, e per i successivi 14 giorni prodotti provenienti da agricoltura biologica, per ciascuna stagione. Lo stato nutrizionale dei soggetti presi in esame è stato valutato mediante anamnesi, esame obiettivo, valutazione dell’introito di nutrienti (INDALI) (Willett et al 2001), indici antropometrici, tecniche di misurazione della composizione corporea, affiancate da indagini laboratoristiche imrnunologiche, biochimiche, cliniche, utili a fini diagnostici, terapeutici, di monitoraggio ma anche e soprattutto prognostici e di screening.

Risultati e discussione

Per i risultati dello studio A e le analisi sugli alimenti si rimanda al Working Paper SABIO n 2, dell’ UO Tor Vergata. Le proprietà della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento poggiano sulla qualità dei cibi consumati e sulla presenza qualitativa e quantitativa in essi dei principi nutrizionali che, da soli, possono assicurare I’ottimizzazione di quelle funzioni metaboliche condizionanti lo stato di salute. Molteplici studi hanno evidenziato come l’inquinamento ambientale e le tecniche convenzionali di coltivazione, interagendo con il suolo, l’acqua, l’aria, la fauna e la flora possano interferire negativamente con i caratteri propri dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento animale. I contenuti nutrizionali e, conseguentemente, i caratteri organolettici dei cibi possono essere alterati, così da costituire un rischio per la salute per chi li consuma; rischio dovuto sia alla presenza di sostanze chimiche in concentrazioni tali da risultare tossiche, sia alla relativa carenza di principi nutrizionali essenziali (ad esempio di agenti antiossidanti). Frutta, legumi, olio d’oliva e prodotti dell’orto sono i principali costituenti della Dieta Mediterranea, tradizionale stile alimentare italiano. Tali alimenti sono ricchi di principi antiossidanti ed antiinfiammatori la cui azione ha impatti fortemente positivi sulla fisiologia dell’organismo, in particolare su tutti i processi metabolici e funzionali legati al ricambio cellulare, regolatori fra l’altro delle modalità (rapidità del ricambio cellulare, decremento delle capacità psico-fisiche, ecc.) con cui l’organismo umano affronta i processi dell’invecchiamento. La ricchezza in sostanze antiossidanti è proprio una delle principali caratteristiche della Dieta Mediterranea ed è inoltre riconosciuta come uno dei fattori primari nella promozione nel mantenimento dello stato di salute. Una Dieta Mediterranea ben bilanciata e basata solo su alimenti biologici oltre a preservarci dai concimi azotati (che determinano la diminuzione del valore biologico delle proteine), dai concimi potassici (che abbassano il magnesio e i minerali) e dai concimi fosfatici (che danno una minore quantità di vitamine), migliora due parametri rispetto ai prodotti convenzionali: diminuisce i fattori infiammatori e aumenta i principi antiossidanti presenti nel nostro corpo come ampiamente riportato (De Lorenzo et al 2006 e Di Renzo et al, 2007). La frutta e la verdura, abbondantemente rappresentate nella dieta mediterranea salutare, offrono un considerevole contributo in vitamine e minerali, intervengono nel controllo della densità energetica della dieta, forniscono fibra ed una notevole varietà di componenti antiossidanti. Una dieta ricca di frutta e verdura, assicura un apporto considerevole di nutrienti minerali e vitaminici con attività antiossidante (acido ascorbico, alfa-tocoferolo, retinolobeta-carotene). Inoltre la frutta e la verdura insieme all’olio vergine di oliva, al vino rosso, alle erbe aromatiche, (origano, prezzemolo e rosmarino), all’aglio, alla cipolla, al peperoncino (ingredienti usati generosamente nella cucina mediterranea), offrono una quantità di composti fenolici con spiccata azione antiossidante che difficilmente è possibile raggiungere con altri tipi di dieta. Dunque, sostituendo gli acidi grassi saturi, sia con gli acidi grassi monoinsaturi sia con gli acidi grassi poliinsaturi n-6, n-3 (PUFA), si ottiene una riduzione del colesterolo plasmatico totale e delle lipoproteine a bassa densità (LDL). Gli effetti biologici dei PUFA n-3 sono ad ampio spettro, poiché agiscono a livello di lipidi e lipoproteine, pressione arteriosa, funzione cardiaca, compliance arteriosa, funzione endoteliale, reattività vascolare ed elettrofisiologia cardiaca, inoltre esplicano effetti antiaggreganti e antinfiammatori. Le fibre alimentari, una miscela eterogenea di polisaccaridi e lignina non digeribili, riducono il colesterolo totale e le LDL. L’acquisizione di conoscenze relative alla presenza qualitativa e quantitativa di principi antiossidanti ed anti-infiammatori nei cibi prodotti con tecniche di agricoltura convenzionale, e paragonata alla concentrazione di tali principi in prodotti ottenuti con tecniche di agricoltura biologica, ci hanno spinto ad intraprendere il presente studio.

Conclusioni

I risultati ottenuti dalla ricerca, e dalle ulteriori evidenze scientifiche che si stanno sviluppando in questi ultimi anni, hanno sottolineato il diverso effetto che i prodotti di origine biologica hanno sull’organismo rispetto ai prodotti cosiddetti “convenzionali“: l’effetto è decisamente più salutare. I dati hanno dimostrato che una dieta mediterranea italiana a base esclusiva di prodotti biologici, rispetto a prodotti di agricoltura convenzionale, determina una riduzione significativa dei livelli ematici di omocisteina, con conseguente riduzione del rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e cronico-degenerative. Tale parametro è di notevole importanza scientifica (De Breee et al, 2001). Negli ultimi anni, la ricerca di marcatori sierici con notevole specificità e sensibilità, nonché poco costosi, utilizzabili con finalità di screening e prevenzione è in continuo incremento. Studi clinici sull’omocisteina hanno permesso di considerare tale parametro quale miglior marker sierico di rischio cardiovascolare, di cancerogenesi e di insorgenza di patologie croniche. Inoltre, la facilità con cui è possibile dosarne i valori a livello sierico ne sottolineano ulteriormente l’importanza. Da ciò risulta evidente come una dieta salutare che privilegi prodotti di origine biologica svolga un considerevole sostegno per la prevenzione ed il controllo di malattie cronico-degenerative su base nutrizionale, ed inoltre si può affermare che abbia un ruolo importante come coadiuvante della terapia farmacologia nella popolazione a rischio.   Rassegna stampa a cura della Redazione di dieta-dimagrante.com da: Relazione sulle attività dell’unità operativa SABIO: Dipartimento di Neuroscienze della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata” Di Rienzo L., Di Lorenzo A.    Anno 2008 Università di Roma Tor Vergata; Istituto Nazionale per la Dieta Mediterranea e la Nutrigenomica, Roma

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