{"id":3881,"date":"2016-10-23T00:00:00","date_gmt":"2016-10-22T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/2016\/10\/23\/il-digiuno-la-dieta-e-il-controllo-del-peso\/"},"modified":"2016-10-23T00:00:00","modified_gmt":"2016-10-22T22:00:00","slug":"il-digiuno-la-dieta-e-il-controllo-del-peso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/il-digiuno-la-dieta-e-il-controllo-del-peso\/","title":{"rendered":"Il digiuno, la dieta e il controllo del peso"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ampiamente dimostrato che in questi ultimi anni pochi argomenti sono stati cos\u00ec ampiamente trattati e proposti al grande pubblico come \u00e8 avvenuto per le pratiche dietetiche finalizzate al controllo del peso corporeo.  Esaminandio i vari regimi alimentari proposti sino ai giorni nostri, si ha l&#8217;impressione che troppo spesso le <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/perche-le-diete-non-funzionano\/\">diete<\/a> propagandate al vasto pubblico abbiano risposto pi\u00f9 a criteri fantasiosi e &#8220;alla moda&#8221;, piuttosto che a quel rigore scientifico che non dovrebbe essere mai trascurato in ambito alimentare e nutrizionale. Da qui a concludere che la popolazione interessata alle diete \u00e8 <strong>pericolosamente esposta a suggerimenti e pratiche ciarlataneschi<\/strong>, il passo \u00e8 breve. Contribuiscono a questo stato di cose il martellante messaggio della pubblicit\u00e0 e dei mass-media in tutte le loro espressioni, che dedicano amplissimi spazi e numerose rubriche alla volgarizzazione, non sempre corretta e informata, di queste tematiche.  Negli anni &#8217;20 e fino agli anni &#8217;30, la moda impose come modello estetico un tipo di donna privo di tutte quelle sinuosit\u00e0 che sono caratteristiche del sesso femminile per cui la silhouette delle modelle e delle donne pi\u00f9 in vista e pi\u00f9 ammirate era fortemente mascolina. Peraltro, questo risultato era allora raggiunto non con le metodiche che vengono adottate oggi, cio\u00e8 con l&#8217;uso di prodotti dietetici <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\">dimagranti<\/a>, bens\u00ec con l&#8217;adozione di tecniche puramente meccaniche consistenti nella fasciatura compressiva delle parti interessate alla riduzione volumetrica, e con l&#8217;uso di abiti che per taglio e confezionamento nascondessero le forme.  Dopo gli anni &#8217;30 si registr\u00f2 un cambiamento del gusto e la moda ha fatto propri i valori pi\u00f9 tipici del sesso femminile privilegiando l&#8217;opulenza delle forme secondo modelli ben rappresentati dalla scultura greco-romana. Agli inizi degli anni &#8217;60, con un cambiamento tipico dei gusti legati alle mode, ha progressivamente cominciato a riportarsi in auge un modello ancora rivolto verso caratteristiche androgine; modello che non ha perso il suo valore e che tuttora \u00e8 ritenuto validissimo da una cospicua percentuale di donne.  <strong>Ma il problema della &#8220;linea&#8221;, da tempo, non \u00e8 pi\u00f9 di esclusiva pertinenza femminile.<\/strong> Anche gli appartenenti all&#8217;altro sesso tendono sempre pi\u00f9 a fornire di se stessi un&#8217;immagine di giovinezza, di forza di dinamismo e, in ultima analisi, di salute che \u00e8 rinforzata dalla snellezza del corpo ed \u00e8 offuscata dalla corpulenza.  Dal momento in cui cominciano a diffondersi queste idee, si fanno sempre pi\u00f9 ampi e frequenti sulla stampa quotidiana e periodica, nonch\u00e9 sui mezzi radio-televisivi gli spazi dedicati alla dietetica intesa al raggiungimento del &#8220;look&#8221; indicato e propagandato dalle immagini di modelle, attrici e donne tra le pi\u00f9 famose e fotografate del mondo.  <strong>Una delle strategie dimagranti pi\u00f9 rischiosa \u00e8 il digiuno totale.<\/strong>  Il digiuno totale \u00e8 un trattamento di tipo aggressivo cui corrisponde un rapido calo ponderale. Esso divenne popolare come trattamento per combattere il sovrappeso e l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/obesita-indice-di-massa-corporea-e-bilancio-energetico\/\">obesit\u00e0<\/a> circa 30 anni orsono, anche se le prime osservazioni sugli effetti dei digiuni prolungati risalgono alla fine del XIX secolo.  Nei primi giorni di digiuno la perdita di peso \u00e8 di poco pi\u00f9 di 1 kg\/die in gran parte dovuto alla deplezione di acqua e sodio, e scende gradualmente sino a stabilizzarsi intorno a 0,46-0,47 kg\/die alla fine del primo mese. Nonostante questi spettacolari risultati, apparve subito evidente come questa pratica non fosse priva di inconvenienti anche gravi. Dopo i primi giorni, infatti, la perdita di acqua e sodio diminuisce, mentre si fanno sempre pi\u00f9 importanti gli effetti catabolici muscolari che comportano <strong>significative perdite di azoto<\/strong>, il cui bilancio diviene francamente <strong>negativo<\/strong>. Durante il primo mese la <strong>perdita di azoto <\/strong>\u00e8, in media, 4 gr\/die corrispondente a una perdita di 6,5 di tessuto magro prevalentemente muscolare. Questa perdita si stabilizza a 2,4 gr\/die (3,5 kg\/mese di tessuto magro) nel digiuno prolungato. Fortunatamente, a questa <strong>depauperazione proteica <\/strong>sfugge il plasma sanguigno che non si modifica anche per un digiuno dalla durata notevolmente prolungata: <strong>le proteine totali, l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Albumina\" target=\"_blank\">albumina<\/a>, le globuline e la transferrina rimangono in genere nei limiti fisiologici<\/strong>.  Durante le prime settimane di digiuno totale il calo ponderale \u00e8 prevalentemente correlato alla <strong>deplezione idrica <\/strong>e solo il 30-35% della perdita di peso \u00e8 da ascrivere all&#8217;ossidazione dei grassi. A partire dalla terza settimana di digiuno, la perdita di azoto rallenta, mentre le necessit\u00e0 energetiche vengono coperte da una sempre maggiore quota lipidica. Dopo un mese la perdita di peso di massa grassa rappresenta l&#8217;80% della perdita totale, mentre quella proteica si stabilizza intorno al 5%. Le perdite di elettroliti mostrano una serie di incrementi nei primi giorni di digiuno ritornando in seguito a un livello che viene mantenuto per tutto il resto della durata del trattamento: Il <strong>sodio<\/strong> urinario arriva a un massimo di 240-250 mEq\/I\/die dal 2\u00b0 al 6\u00b0 giorno e diminuisce fino a 1,1-1,5 mEq\/I\/die entro il 10\u00b0 giorno rimanendo a questo livello per tutta la durata del digiuno. L&#8217;escrezione urinaria del <strong>potassio<\/strong> aumenta sino a 36-46 mEq\/I\/die entro il 6\u00b0 giorno, stabilizzandosi su 1-18 mEq\/I\/die entro la fine del primo mese. Il livello del calcio urinario pu\u00f2 rimanere alto durante tutto il digiuno e sembra essere ulteriormente accresciuto dalla <strong>chetoacidosi<\/strong>; in questo modo ben l&#8217;1,5% del calcio presente nell&#8217;organismo pu\u00f2 andare perduto nell&#8217;arco di due mesi. L&#8217;escrezione del Mg pu\u00f2 essere in alcuni casi molto elevata e pu\u00f2 andare dal 10 al 20% delle riserve corporee. Fra le altre sono state anche segnalate perdite di fosfato, zinco e rame. Anche per gli elettroliti, come gi\u00e0 detto per le proteine, i livelli serici, nonostante le considerevoli perdite, tendono a rimanere a lungo nei limiti della normalit\u00e0. Al contrario pu\u00f2, invece, verificarsi un notevole impoverimento di vitamine e, in particolare, di B1.  Due problemi hanno indotto molti sanitari ad abbandonare questo tipo di trattamento per l&#8217;obesit\u00e0: &#8211; <strong>il danno fisico, anche grave, per il paziente in trattamento<\/strong>; &#8211; <strong>l&#8217;incapacit\u00e0 di questi di conservare il peso ottenuto<\/strong>.  I problemi clinici associati di digiuno prolungato consistono in <strong>ipotensione, ipopotassiemia, iperuricemia con artriti acute gottose, anemie <\/strong>e soprattutto gravi e insopportabili perdite di tessuti magri (muscoli e parenchimi). Tutto ci\u00f2 rende il digiuno totale cos\u00ec pericoloso da giustificarlo solo in circostanze assolutamente eccezionali e sotto il rigoroso controllo dei sanitari, meglio se in condizioni di istituzionalizzazione.  Agli inizi degli anni \u201870, proteine e combinazioni di proteine furono usate in via sperimentale come <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\">integratori<\/a> nel digiuno al fine di prevenire notevoli perdite non costituite da grassi. Inizialmente i risultati furono promettenti, ma studi svolti successivamente dimostrarono come i livelli di equilibrio dell&#8217;azoto rimanessero negativi per diverse settimane nonostante l&#8217;incremento dell&#8217;assunzione di proteine a molto pi\u00f9 di 1g\/kg\/die.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ampiamente dimostrato che in questi ultimi anni pochi argomenti sono stati cos\u00ec ampiamente trattati e proposti al grande pubblico come \u00e8 avvenuto per le pratiche dietetiche finalizzate al controllo del peso corporeo. 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