{"id":4146,"date":"2016-04-08T00:00:00","date_gmt":"2016-04-07T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/2016\/04\/08\/le-intolleranze-alimentari\/"},"modified":"2016-04-08T00:00:00","modified_gmt":"2016-04-07T22:00:00","slug":"le-intolleranze-alimentari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/le-intolleranze-alimentari\/","title":{"rendered":"Le intolleranze alimentari"},"content":{"rendered":"<p>Le intolleranze alimentari possono essere catalogate in un vasto gruppo di disturbi definiti come <strong>reazioni avverse al cibo<\/strong>. Innanzitutto, bisogna fare una netta distinzione tra <strong>intolleranza alimentare<\/strong> e <strong>allergia<\/strong> <strong>alimentare<\/strong>. Si parla di intolleranza alimentare, pi\u00f9 comune dell\u2019allergia, quando la reazione non \u00e8 provocata dal <strong>sistema immunitario<\/strong>. E\u2019 possibile datare le prime osservazioni sui disturbi alimentari, legati all\u2019ingestione di cibo, ai tempi di <strong>Ippocrate<\/strong> il quale aveva gi\u00e0 notato gli effetti negativi dovuti all\u2019ingestione di latte di mucca. Ancora oggi le reazioni avverse al cibo costituiscono una delle aree pi\u00f9 controverse della medicina, in quanto non sempre risultano chiari i meccanismi che ne stanno alla base. Inoltre,\u00a0 esiste ancora molta ignoranza ed incertezza in merito alla sintomatologia clinica, alla diagnosi e ai test che vengono utilizzati per effettuarla. Di conseguenza, coesistono opinioni diverse sulla diffusione di questi disturbi e sul loro impatto sociale. Per dare una definizione delle intolleranze alimentari, sono stati, e vengono tuttora usati, molti termini: l\u2019<strong>American Academy of Allergy<\/strong> <strong>Asthma and Immunology<\/strong> ha proposto una classificazione, largamente accettata, che utilizza il termine generico \u201creazione avversa al cibo\u201d, facendo distinzione tra allergie e intolleranze: le allergie sono mediate da <strong>meccanismi immunologici<\/strong>; nelle intolleranze, invece, come gi\u00e0 detto, la reazione non \u00e8 provocata dal sistema immunitario.  <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ecologiaB_M_600k.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1379 size-full\" src=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ecologiaB_M_600k.jpg\" alt=\"intolleranze alimentari\" width=\"600\" height=\"846\" \/><\/a>Una classificazione simile, proposta dalla <strong>European Academy of Allergology and Clinical Immunology<\/strong>, introduce la distinzione tra reazioni tossiche e non tossiche: le prime, dette anche da avvelenamento, sono causate dalla presenza di tossine negli alimenti e dipendono esclusivamente dalla quantit\u00e0 di alimento tossico che viene ingerito; un tipico esempio di reazione tossica \u00e8 l\u2019avvelenamento dovuto all\u2019ingestione di funghi. Le reazioni non tossiche, invece, dipendono dalla suscettibilit\u00e0 dell\u2019individuo e si suddividono in allergie e intolleranze. Sono note diverse tipologie di intolleranze alimentari: <strong>&#8211; enzimatiche:<\/strong> sono determinate dall\u2019incapacit\u00e0, per anomalie congenite, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell\u2019organismo. L\u2019intolleranza enzimatica pi\u00f9 frequente \u00e8 quella al <strong>lattosio<\/strong>, una sostanza contenuta nel latte; la forma pi\u00f9 comune di intolleranza al grano \u00e8 la <strong>celiachia<\/strong>. <strong>&#8211; farmacologiche:<\/strong> si manifestano in soggetti che hanno una particolare reattivit\u00e0 a specifiche molecole presenti in alcuni alimenti.In certi casi, la reazione pu\u00f2 dipendere dall\u2019aggiunta di additivi negli alimenti. In questo caso, \u00e8 facile cadere nell\u2019errore di collocazione: stiamo parlando di intolleranza o di allergia? Non \u00e8 ancora chiaro, in quanto non ci sono prove che la reazione abbia basi immunologiche, ma le manifestazioni sono cos\u00ec variabili che non si pu\u00f2 escludere la possibilit\u00e0 di un\u2019interazione tra <strong>meccanismi biochimici<\/strong> e meccanismi mediati immunologicamente. Le principali sostanze che possono provocare intolleranze farmacologiche sono le <strong>amine<\/strong> <strong>vasoattive<\/strong> e altre sostanze tra cui la <strong>caffeina<\/strong> e l\u2019<strong>alcol etilico<\/strong>; oltre che una grande variet\u00e0 di <strong>additivi<\/strong>. I sintomi che delucidano un\u2019intolleranza alimentare sono variabili: generalmente si riscontrano sintomi prettamente intestinali, come dolori addominali, diarrea, vomito, perdita di sangue con le feci; raramente vengono colpiti altri organi. Le allergie, invece, scatenate da meccanismi immunologici, possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali. La sintomatologia legata alle intolleranze pu\u00f2, in alcuni casi, diventare cronica; le allergie possono avere anche complicanze pi\u00f9 gravi, fino a sfociare nello <strong>shock<\/strong> <strong>anafilattico<\/strong>. La <strong>diagnosi di intolleranza alimentare<\/strong> consiste nell\u2019individuare l\u2019alimento sospetto, eliminarlo dalla <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/\">dieta<\/a> per 2-3 settimane e poi reintrodurlo per altre 2-3 settimane. Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l\u2019alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta si tratta di una reazione avversa al cibo. A questo punto si verifica, attraverso test diagnostici, se \u00e8 coinvolto il sistema immunitario e se si tratta pertanto di un\u2019allergia; in caso contrario il disturbo \u00e8 molto probabilmente dovuto a un\u2019intolleranza. Esistono anche altri tipi di test, come quello <strong>citotossico<\/strong>, in grado di diagnosticare le intolleranze alimentari ma privo di attendibilit\u00e0 scientifica e di efficacia clinica. Nel corso di una conferenza tenutasi quest\u2019anno a Vienna, coordinata dalla <strong>EuroPrevall<\/strong>, un progetto di ricerca multidisciplinare sulle intolleranze al cibo, il tema dibattuto \u00e8 stato quelle delle allergie alimentari in relazione alla locazione geografica. Da quanto \u00e8 stato attestato, \u00e8 emerso che le varianti allergiche regionali sono in parte dovute alle differenze esistenti tra diverse abitudini alimentari che espongono le persone ad altrettanto differenti allergeni, ma sono le allergie incrociate a fornire un`interessante spiegazione al fenomeno. Alcune delle <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/limportanza-delle-proteine\/\">proteine<\/a> contenute nella frutta e nella verdura, infatti, hanno una struttura pericolosamente simile a quella di pollini o altre sostanze che destabilizzano il sistema immunitario rendendolo pi\u00f9 sensibile ad allergeni simili: questo il motivo per il quale, ad esempio, nelle zone in cui sono diffuse le betulle c`\u00e8 una pi\u00f9 alta percentuale di soggetti intolleranti alle mele. Secondo l&#8217;<strong>Istituto superiore della sanit\u00e0<\/strong>, In Italia i dati relativi alle reazioni avverse al cibo sono piuttosto scarsi: l`8% delle madri \u2013 con profonde differenze regionali \u2013 ha riscontrato intolleranze alimentari nel proprio bambino, mentre per gli adulti si stima una percentuale di allergici intorno al 2%. Sono soprattutto latte, grano, uovo e soia i prodotti i cibi meno tollerati dagli italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le intolleranze alimentari possono essere catalogate in un vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo. Innanzitutto, bisogna fare una netta distinzione tra intolleranza alimentare e allergia alimentare. Si parla di intolleranza alimentare, pi\u00f9 comune dell\u2019allergia, quando la reazione non \u00e8 provocata dal sistema immunitario. 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