{"id":4195,"date":"2017-04-29T00:00:00","date_gmt":"2017-04-28T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/2017\/04\/29\/il-pacemaker-quando-il-cuore-non-ce-la-fa\/"},"modified":"2017-04-29T00:00:00","modified_gmt":"2017-04-28T22:00:00","slug":"il-pacemaker-quando-il-cuore-non-ce-la-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/il-pacemaker-quando-il-cuore-non-ce-la-fa\/","title":{"rendered":"Il pacemaker: quando il cuore non ce la fa"},"content":{"rendered":"<p>Il pacemaker (o generatore di impulsi) \u00e8 un dispositivo che consente di stimolare elettricamente il cuore e di normalizzarne il suo ritmo. Quando la frequenza cardiaca scende sotto limiti normali o diviene irregolare, la quantit\u00e0 di sangue pompata dal cuore pu\u00f2 essere insufficente per soddisfare le richieste dell\u2019organismo, con conseguente comparsa di sintomi come vertigini, svenimenti, affaticamento e palpitazioni. Ecco che, in questi casi, risulta indispensabile l\u2019uso del pacemaker.  Il pacemaker \u00e8 costituito da un involucro in cui alloggia una batteria. Si tratta di una serie di circuiti elettrici collegati, a loro volta, al cuore attraverso fili elettrici chiamati <strong>elettrocateteri<\/strong>, la cui funzione \u00e8 quella di veicolare gli impulsi elettrici dalla batteria al cuore, seguito dalla sua contrazione.<a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pacemaker.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1522\" src=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pacemaker.jpg\" alt=\"Il pacemaker: quando il cuore non ce la fa\" width=\"650\" height=\"720\" \/><\/a>  I pi\u00f9 semplici pacemaker sono i <strong>monocamerali<\/strong>, cos\u00ec chiamati perch\u00e9 collegati ad un elettrodo fissato ad una sola camera cardiaca, di solito il ventricolo o l\u2019atrio destro e i <strong>bicamerali<\/strong>, dotati di due elettrodi, solitamente posti uno nell\u2019atrio destro e l\u2019altro nel ventricolo destro.  La messa in atto del pacemaker richiede al paziente un intervento chirurgico, eseguito in anestesia locale. Viene eseguita una incisione di 3 o 4 centimetri in sede sottoclavicolare. Si isola una piccola vena in cui si inserisce l\u2019elettrocatetere, posto nelle cavit\u00e0 cardiache, attraverso l\u2019uso di raggi X (fluoroscopia). Dopodich\u00e9, si pratica una seconda incisione per creare una piccola tasca sotto la pelle dove verr\u00e0 posizionato lo stimolatore.  In genere, l\u2019intervento richiede una o due ore a seconda del dispositivo da impiantare. Dopo 48 ore dall\u2019intervento il paziente pu\u00f2 essere dimesso. Prima di abbandonare l\u2019ospedale, il paziente riceve una tessera dove sono contenuti i dati del medico, il tipo di stimolatore impiantato, gli elettrocateteri impiegati, i controlli eseguiti, i parametri di stimolazione. Viene consigliato di portare sempre il tesserino con se e di esibirlo in tutte quelle circostanze in cui venga richiesto.  Solitamente, il controllo del pacemaker viene eseguito ogni sei mesi, salvo eccezioni e casi particolari. Vengono effettuati presso il centro in cui il paziente \u00e8 stato operato. Il controllo \u00e8 finalizzato all\u2019informazione sul funzionamento dello stimolatore, variazione dei parametri di stimolazione in base alle esigenze cliniche, controllo della carica della batteria, il cui scaricamento \u00e8 preavvertito molti mesi prima. In genere, la durata di un pacemaker \u00e8 compresa tra i cinque e i dieci anni. Quando si entra nella fase di scaricamento della batteria del pacemaker si procede con la sostituzione dello stimolatore, effettuabile nelle settimane successive con un intervento molto pi\u00f9 semplice e rapido del primo. Il medico comunica con il pacemaker attraverso un programmatore che \u00e8 costituito da un computer dotato di una sonda che ha la funzione di inviare segnali radio al pacemaker .La procedura \u00e8 indolore e durante il controllo si possono raccogliere informazioni utili sul comportamento dello stimolatore e su eventuali aritmie presentate dal paziente.  Il pacemaker rappresenta un valido sostegno del cuore, estremamente utile nei casi in cui il paziente \u00e8 affetto da un\u2019<strong>aritmia<\/strong> che provoca un rallentamento del ritmo cardiaco (bradicardia). Oggi \u00e8 possibile utilizzare il pacemaker anche per alcune forme di aritmia diverse come la <strong>fibrillazione ventricolare<\/strong>, aritmia molto grave che impedisce la contrazione cardiaca, causando immediatamente perdita di conoscenza e morte se non prontamente trattata.  In questi casi, viene impiantato un pacemaker particolare chiamato <strong>defibrillatore impiantabile <\/strong>o<strong> ICD<\/strong> (Implantable Cardioverter Defibrillator), in grado di erogare una scarica elettrica di defibrillazione ogni volta che questa aritmia si manifesta, consentendo il ripristino di un normale ritmo cardiaco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pacemaker (o generatore di impulsi) \u00e8 un dispositivo che consente di stimolare elettricamente il cuore e di normalizzarne il suo ritmo. 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