{"id":4210,"date":"2016-08-06T00:00:00","date_gmt":"2016-08-05T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/2016\/08\/06\/invecchiamento-cerebrale-da-hiv\/"},"modified":"2016-08-06T00:00:00","modified_gmt":"2016-08-05T22:00:00","slug":"invecchiamento-cerebrale-da-hiv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/invecchiamento-cerebrale-da-hiv\/","title":{"rendered":"Invecchiamento cerebrale da HIV"},"content":{"rendered":"<p>Una nuova voce arriva dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis e della University of California di San Diego, secondo la quale alcuni studi hanno messo in luce ed accertato come l\u2019infezione da <strong>HIV<\/strong> possa portare, in modo prematuro, all\u2019<strong>invecchiamento cerebrale<\/strong>. Secondo quanto \u00e8 emerso dagli studi, nel cervello dei pazienti affetti da HIV il flusso sanguigno \u00e8 ridotto a livelli normalmente osservati in soggetti non infetti con 15-20 anni in pi\u00f9. La scoperta \u00e8 stata pubblicata sul <strong>The Journal of Infectious Diseases.<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/hiv.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1571 size-full\" src=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/hiv.jpg\" alt=\"Invecchiamento cerebrale da HIV\" width=\"650\" height=\"460\" \/><\/a>Beau Ances, professore assistente di neurologia all\u2019Universit\u00e0 di Washington, spiega che l\u2019AIDS produce effetti devastanti sul cervello del paziente che ne \u00e8 affetto, effetti davvero preoccupanti; infatti, tra i pazienti che sono sopravvissuti fino all\u2019anzianit\u00e0, un certo numero degli stessi mostra la preoccupazione per problemi con la memoria e altre funzioni cognitive.  Gli epidemiologi hanno stimato che il 14-18% dei pazienti affetti da AIDS\u00a0 negli States ha pi\u00f9 di 50 anni: questa \u00e8 la fascia di et\u00e0 in cui \u00e8 pi\u00f9 alto anche il tasso di nuove infezioni. Si pensa che oltre il 2015, considerando le attuali tendenze, il loro numero crescer\u00e0 di oltre il 50% della popolazione complessiva dei pazienti. I primi studi sull\u2019infezione provocata dal virus dell\u2019AIDS, sugli effetti a lungo termine sulla <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/per-vivere-meglio-in-salute\/\">salute<\/a> hanno rilevato che il virus pu\u00f2 influire negativamente su diversi organi e sistemi, quali cuore, fegato, sistema endocrino, sistema scheletrico e reni. Da un recente studio \u00e8 stato rilevato che il virus anticipa le infezioni nell\u2019organismo di circa 10 anni.  Le conseguenze del virus sono svariate e tutte pi\u00f9 o meno di grave entit\u00e0, come l\u2019insorgere di demenza in alcuni pazienti, l\u2019invecchiamento massimo del cercello: quantificare scientificamente questi effetti da virus HIV \u00e8 stato molto dispendioso. Si pensa che il virus attraversi il cervello utilizzando cellule immunitarie infette; poi, una volta arrivato al cervello , l\u2019HIV non infetta direttamente i neuroni ma va ad intaccare prima le cellule di sostegno che possono rilasciare i fattori immunitari che danneggiano i neuroni.  Dagli studi fatti e dai risultati ottenuti (sintomi ed effetti da virus riscontrati) si \u00e8 potuto fare un\u2019analogia tra la demenza associata all\u2019HIV e il <strong>morbo di Alzheimer<\/strong>. Cos\u00ec, data la grande somiglianza di effetti sull\u2019organismo, si \u00e8 arrivato ad adattare test cognitivi utilizzati nella diagnosi del morbo di Alzheimer nella ricerca contro l\u2019HIV: una grande fatica della medicina che \u00e8 costato davvero tanto lavoro ai ricercatori che vi ci hanno lavorato. E\u2019 stato utilizzato uno scanner per risonanza magnetica e una nuova tecnica, nota come <strong>etichettatura spinale arteriosa<\/strong>, in grado di dare una misurazione precisa e non-invasiva del flusso di sangue.  Grazie a questo strumento \u00e8 stato possibile analizzare il flusso di sangue al cervello in 26 soggetti con HIV e 25 pazienti non infetti: entrambi i gruppi sono risultati compatibili in fascia media di et\u00e0 e di istruzione. Dallo scanner si \u00e8 concluso che il flusso di sangue al cervello \u00e8 stato ridotto nei soggetti con HIV rispetto ai soggetti non infetti. Le riduzioni del flusso risultato quasi equivalenti a quelle negli individui non infetti di 15 o 20 anni pi\u00f9 vecchi.  Da tutti questi studi e queste osservazioni i ricercatori hanno potuto scoprire che l\u2019HIV riduce il flusso cerebrale di sangue anche tra i pi\u00f9 giovani rafforzando i risultati precedentemente pubblicati. I livelli di sangue scendono in modo naturale con l\u2019et\u00e0, andando incontro alla fascia senile, ma l\u2019HIV, i farmaci usati per il suo controllo o la combinazione dei due accelerano di gran lunga il processo di invecchiamento. Solo se si comincia un trattamento in anticipo del virus \u00e8 possibile ridurre il danno rilevato dai recenti studi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova voce arriva dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis e della University of California di San Diego, secondo la quale alcuni studi hanno messo in luce ed accertato come l\u2019infezione da HIV possa portare, in modo prematuro, all\u2019invecchiamento cerebrale. 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