{"id":4333,"date":"2016-01-06T00:00:00","date_gmt":"2016-01-05T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/2016\/01\/06\/la-digestione-dei-carboidrati\/"},"modified":"2016-01-06T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-05T23:00:00","slug":"la-digestione-dei-carboidrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/la-digestione-dei-carboidrati\/","title":{"rendered":"La digestione dei carboidrati"},"content":{"rendered":"<p>Molto \u00e8 stato detto circa i <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/carboidrati-la-benzina-dellorganismo\/\">carboidrati<\/a> e il loro ruolo, in virt\u00f9 della distinzione tra i carboidrati semplici e quelli complessi. La distinzione, inoltre, va fatta non solo a livello materiale, ma anche sulla base del modo e dei tempi in cui essi seguono il processo digestivo.<\/p>\n<p>La digestione dei carboidrati &ndash; meglio detti glucidi, dal greco gluk\u00f2s, <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/il-diabete-e-lo-zucchero\/\">zucchero<\/a> &ndash; ha inizio all&rsquo;interno della cavit\u00e0 orale: la prima digestione dei glucidi, infatti, avviene grazie agli enzimi della saliva &ndash; in particolare l&rsquo;alfa-amilasi, detta anche ptialina &ndash; che ne iniziano la scissione\u00a0idrolizzando l&#8217;amido (la riserva glucidica dei vegetali) e liberando successivamente maltosio e destrine.<\/p>\n<p>Questa azione ha comunque una durata ed una rilevanza limitate, data anche la non prolungata permanenza del cibo in bocca, pertanto, giunto nello stomaco, l&rsquo;enzima dell&rsquo;alfa-amilasi interrompe la sua azione a causa dell&rsquo;ambiente acido che ne inibisce l&rsquo;utilizzo.<\/p>\n<p>La digestione dei glucidi riprender\u00e0 il suo corso nell&rsquo;intestino tenue &ndash; dove l&#8217;alfa-amilasi pancreatica ed i suoi succhi trasformeranno l&#8217;amido in vari tipi di disaccaridi &ndash; e si completer\u00e0 nelle membrane delle cellule della mucosa intestinale, per mezzo di altri enzimi che hanno il compito di trasformare i disaccaridi in monosaccaridi &ndash; in particolare glucosio,\u00a0fruttosio,\u00a0galattosio\u00a0e piccole quantit\u00e0 di altri monosaccaridi.<\/p>\n<p>Il glucosio viene portato dal sangue a tutte le cellule per fornire <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/chi-non-vuole-piu-energia\/\">energia<\/a> e viene assorbito abbastanza rapidamente attraverso un meccanismo detto di trasporto attivo, a differenza del fruttosio che invece viene assorbito in maniera pi\u00f9 lenta e graduale attraverso un meccanismo di trasporto di tipo passivo: ci\u00f2 concorre ad abbassare l&rsquo;indice glicemico.<\/p>\n<p>Infatti, nel primo caso, ingerendo un alimento con &ldquo;indice glicemico&rdquo; elevato, l&rsquo;insulina, detta anche &ldquo;ormone ingrassante&rdquo;, a causa dello sbalzo glicemico generato improvvisamente, si vedr\u00e0 costretta a ripulire velocemente il sangue dagli zuccheri e a doverli immagazzinare nelle cellule adipose &ndash; chiaramente contribuendo ad un eccesso di grasso nel corpo. Questa azione genera uno scompenso, che spinge a sentire nuovamente l&rsquo;impulso della fame e a ricadere nel circolo vizioso meglio detto come &ldquo;inferno dei carboidrati&rdquo;.<\/p>\n<p>Il glucosio che non viene utilizzato per ottenere energia si accumula come riserva nel fegato e nei muscoli sotto forma di glicogeno, che \u00e8 un polisaccaride simile all&#8217;amilopectina utilizzato come fonte di deposito e di riserva energetica primaria: questa riserva, inoltre, serve a mantenere costante il livello di glicemia nel sangue.<\/p>\n<p>Il glicogeno indica una vera e propria scorta di carboidrati\u00a0per l&rsquo;uomo e per tutti gli animali in genere. Nel particolare, l&#8217;uomo pu\u00f2 immagazzinarne circa\u00a0380 &#8211; 480 grammi, una quantit\u00e0 sufficiente per percorrere circa 30 km di corsa: dopo uno sforzo fisico prolungato e intenso, infatti, la perdita di peso pu\u00f2 essere molto interessante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto \u00e8 stato detto circa i carboidrati e il loro ruolo, in virt\u00f9 della distinzione tra i carboidrati semplici e quelli complessi. La distinzione, inoltre, va fatta non solo a livello materiale, ma anche sulla base del modo e dei tempi in cui essi seguono il processo digestivo. 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