{"id":4368,"date":"2017-03-28T00:00:00","date_gmt":"2017-03-27T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/2017\/03\/28\/gli-zuccheri-semplici\/"},"modified":"2017-03-28T00:00:00","modified_gmt":"2017-03-27T22:00:00","slug":"gli-zuccheri-semplici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/gli-zuccheri-semplici\/","title":{"rendered":"Gli zuccheri semplici"},"content":{"rendered":"<p>Gli <strong>zuccheri semplici<\/strong> appartengono a quella categoria di zuccheri come la frutta, il miele, il comune <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/il-diabete-e-lo-zucchero\/\">zucchero<\/a> bianco da tavola, che i nutrizionisti amano distinguere dagli <strong>zuccheri complessi<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa distinzione, in realt\u00e0, ha per lungo tempo indotto nutrizionisti e dietologi a ridurre gli zuccheri semplici e gli zuccheri complessi ad altre due categorie: da un lato gli zuccheri lenti, dall&rsquo;altro quelli rapidi.<\/p>\n<p>Ma cosa significano queste due distinzioni? E soprattutto, quanto c&rsquo;\u00e8 di vero?<\/p>\n<p>Partiamo dalla prima distinzione: gli zuccheri semplici vengono cos\u00ec chiamati perch\u00e9 rappresentano monosaccaridi &ndash; il glucosio ed il fruttosio ne sono esempio &ndash; e disaccaridi &ndash; come saccarosio, maltosio e lattosio &ndash; ovvero composti dal sapore dolce, solubili in <a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/tag\/acqua\/\">acqua<\/a>, cristallizzabili, di facile digestione e generalmente di rapido assorbimento. Ci\u00f2 ha spinto nutrizionisti e dietisti a pensare che tutti gli zuccheri semplici potessero anche essere indicati come zuccheri a rapido assorbimento: infatti, si era convinti del fatto che, richiedendo poche modifiche nell&#8217;intestino, questi zuccheri erano rapidamente trasformati in glucosio e assorbiti dalla barriera intestinale per ritrovarsi poi sin da subito &ndash; o quasi &ndash; disponibili nel sangue. Da qui il loro nome di \u00abglucidi ad assorbimento rapido\u00bb o \u00abzuccheri veloci\u00bb.<\/p>\n<p>Viceversa, quelli che oggi conosciamo come zuccheri complessi &ndash; ovvero cereali, legumi, tuberi, radici &ndash; proprio per la presenza di centinaia di molecole di glucosio, necessitavano di un intervento pi\u00f9 lungo degli enzimi digestivi per trasformarsi in molecole individuali di glucosio. Per questo motivo, si inizi\u00f2 a pensare che l&#8217;assorbimento di questo glucosio fosse appunto lento e progressivo, e si diede agli zuccheri complessi, il secondo nome di \u00abglucidi ad assorbimento lento\u00bb o \u00abzuccheri veloci\u00bb.<\/p>\n<p>Tuttavia, oggi \u00e8 stato ampiamente dimostrato, grazie a diversi studi, che non \u00e8 sempre cos\u00ec e che l&rsquo;assorbimento del glucosio nel nostro corpo non \u00e8 sempre direttamente proporzionale alla sua complessit\u00e0: l&rsquo;errata considerazione partiva invece dalla velocit\u00e0 di svuotamento gastrico, che varia effettivamente tra un glucide e l&#8217;altro, mentre gli studi di Wahlqvist erano stati in grado di dimostrare, finalmente, che il picco glicemico compare circa contemporaneamente per tutti i glucidi, sia nella molecola semplice, sia in quella complessa.<\/p>\n<p>Gli zuccheri semplici, invece, possono essere distinti in zuccheri disponibili e in zuccheri non disponibili: i primi rappresentano tipi di zucchero immediatamente utilizzabili dal corpo umano, mentre i secondi indicano zuccheri non digeribili, assorbibili e metabolizzabili.<\/p>\n<p>Tra gli zuccheri del primo tipo sar\u00e0 sufficiente ammettere che essi rappresentano gran parte degli zuccheri semplici di origine alimentare, e che, oltretutto, sono considerati cariogeni, pertanto sarebbe auspicabile un uso ridotto e controllato. Tra gli zuccheri non disponibili ricorderemo invece il lattulosio, lo xilosio, lo xilitolo, il mannitolo ed il sorbitolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli zuccheri semplici appartengono a quella categoria di zuccheri come la frutta, il miele, il comune zucchero bianco da tavola, che i nutrizionisti amano distinguere dagli zuccheri complessi. 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