{"id":4497,"date":"2017-01-07T00:00:00","date_gmt":"2017-01-06T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/2017\/01\/07\/perche-alti-livelli-di-omocisteina-nel-sangue-sono-pericolosi\/"},"modified":"2017-01-07T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-06T23:00:00","slug":"perche-alti-livelli-di-omocisteina-nel-sangue-sono-pericolosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/perche-alti-livelli-di-omocisteina-nel-sangue-sono-pericolosi\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 alti livelli di omocisteina nel sangue sono pericolosi?"},"content":{"rendered":"<p>Livelli eccessivi nel sangue dell\u2019<strong>aminoacido omocisteina<\/strong> sono considerati negli ambienti scientifici di tutto il mondo pi\u00f9 pericolosi del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aterosclerosi\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">colesterolo nella formazione della placca aterosclerotica<\/a>.<br \/>\nPurtroppo il nostro servizio sanitario nazionale, in esigenza di spending review , non concede in convenzione questo tipo di analisi e quindi per verificarne i livelli bisogna pagare circa 20 euro nei laboratori competenti.<br \/>\nAbbiamo raccolto per voi altre notizie pubblicate tra il 2010 e il 2015 \u00a0su propriet\u00e0 e funzioni metaboliche dell\u2019omocisteina.<\/p>\n<h1>L\u2019Omocisteina pu\u00f2 aumentare il rischio di contrarre l\u2019 Alzheimer<\/h1>\n<p>Elevati livelli nel sangue di <strong>omocisteina<\/strong> (un aminoacido), sembrerebbero provocare un aumento del rischio del morbo di <strong>Alzheimer<\/strong>. La notizia arriva dalla <em>Boston University<\/em>, dove un gruppo di ricercatori ha analizzato 1092 soggetti sani (667 donne, 425 uomini) con un\u2019et\u00e0 media di 76 anni, prelevati da un\u2019ulteriore ricerca epidemiologica in corso da decenni, nota con il nome di \u201cFramingham\u201d. Gli studiosi hanno paragonato i livelli di <strong>omocisteina<\/strong> misurati prima e dopo 8 anni di indagine, tenendo conto anche dell\u2019et\u00e0, del sesso, del genotipo, dei rischi per malattie cardiovascolari e dei livelli nel sangue delle <strong>vitamine B12<\/strong>, <strong>B6<\/strong> e <strong>B9<\/strong> (<strong>acido folico<\/strong>). Al termine dello studio hanno sviluppato la malattia di <strong>Alzheimer<\/strong> 111 dei 1092 soggetti analizzati. In particolare, il rischio di sviluppare la demenza \u00e8 risultato pi\u00f9 alto di circa il 60% nei soggetti che avevano evidenziato un aumento dei livelli di <strong>omocisteina<\/strong> a distanza di 8 anni, rispetto al resto dei pazienti (con valori di <strong>omocisteina<\/strong> nella norma). L\u2019<strong>omocisteina<\/strong> \u00e8 un <strong>aminoacido<\/strong>, cio\u00e8 una sostanza necessaria per la sintesi delle <strong>proteine<\/strong>. Per prevenire il rischio di <strong>Alzheimer<\/strong>, quindi, via libera alla <strong>dieta mediterranea<\/strong>, ricca di carboidrati, frutta, verdura e povera di grassi di origine animale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>Frutta e legumi per abbassare i livelli di omocisteina<\/h1>\n<p>Un gruppo di nutrizionisti dell\u2019universit\u00e0 di Otago, in Nuova Zelanda, ha svolto una ricerca che evidenzia il rapporto tra <strong>vegetali<\/strong>, <strong>legumi<\/strong>, <strong>cereali<\/strong>, <strong>banane<\/strong>, <strong>arance<\/strong>, <strong>mandorle<\/strong> e semi oleosi in genere, e una netta riduzione dell\u2019<strong>omocisteina<\/strong>, una sostanza che si forma nel normale metabolismo dell\u2019aminoacido <strong>cisteina<\/strong> e che provoca, quando i suoi livelli sono elevati, un rischio per le <strong>malattie cardiovascolari<\/strong> e per la <strong>depressione<\/strong>. Infatti, poich\u00e9 i livelli di <strong>omocisteina<\/strong> sono controllati dalle due <strong>vitamine del gruppo B<\/strong>, un loro basso livello pu\u00f2 causare un aumento della <strong>omocisteina<\/strong>. Quindi, concludono i ricercatori neozelandesi, una dieta ricca di frutta e verdura (in grado di apportare grandi quantit\u00e0 di vitamine, anche del gruppo B) \u00e8 fondamentale nella cura della depressione.<\/p>\n<h1>Livelli elevati di omocisteina? \u00a0Attenzione al cuore e alla memoria<\/h1>\n<p>E&#8217; stata pubblicata sulla rivista &#8220;<em>American Journal of Clinical Nutrition<\/em>&#8221; una relazione dalla quale emerge che elevati livelli di <strong>omocisteina<\/strong> nel sangue sono collegati ad un fattore di <strong>rischio cardiovascolare<\/strong> e ad una scarsa capacit\u00e0 di ricordare le parole nelle persone anziane. I ricercatori della Tuffs University di Boston, hanno riscontrato infatti che oltre ad essere strettamente legati ad un maggiore rischio di <strong>ictus<\/strong> e problemi cardiaci, elevate concentrazioni di <strong>omocisteina<\/strong> nel sangue sono associate ai risultati scarsi di alcuni test sulla memoria. L&#8217;<strong>omocisteina<\/strong> \u00e8 un aminoacido che si forma in seguito ad una perdita di un gruppo metilico da parte della <strong>metionina<\/strong>, aminoacido essenziale che deve essere introdotto con la dieta. Un suo aumento \u00e8 determinato dalla carenza di vitamine del gruppo B (soprattutto <strong>acido folico<\/strong>, ma anche vitamine B6 e B12). Per questo motivo la somministrazione di acido folico diventa indispensabile nelle persone ad alto rischio vascolare. Negli alimenti lo si trova in abbondante quantit\u00e0: nelle foglie verde scuro, nel <strong>lievito<\/strong>, nel <strong>germe di grano<\/strong>, nei <strong>fagioli<\/strong>. Oggi, si pensa che un introito di folati superiore a 400 mcg\/die assicuri una <strong>omocisteina<\/strong> normale. Per quanto riguarda, invece, l&#8217;<strong>omocisteina<\/strong> e una scarsa capacit\u00e0 di ricordare le parole nelle persone anziane \u00e8 stato condotto uno studio su degli ultrassessantenni ai quali era stato chiesto di ricordare le parole: mela, tavole, centesimo, oltre ad un breve racconto. Ebbene, ad analisi terminata, solo il 30 per cento dei soggetti con valori di <strong>omocisteina<\/strong> elevati hanno dimostrato capacit\u00e0 di memorizzazione. I ricercatori hanno inoltre evidenziato che la capacit\u00e0 di ricordare un racconto era influenzata da livelli di <strong>folato<\/strong> nel sangue, e pi\u00f9 erano elevati i livelli e migliore era la loro capacit\u00e0 di ricordare.<\/p>\n<h1>Falsi miti sul caff\u00e8 \u2013 Il caff\u00e8 ed i livelli di omocisteina<\/h1>\n<p>Il rapporto, invece, tra <strong>caff\u00e8<\/strong> e patologie cardiovascolari \u00e8 piuttosto ambiguo. In tre studi osservazionali sui rapporti fra <strong>caff\u00e8<\/strong> e <strong>omocisteina<\/strong> (aminoacido che in quantit\u00e0 elevate nel sangue segnala un rischio di ictus e di infarto) pubblicati sul <em>Clinical Nutrition<\/em>, solo in uno vi \u00e8 stata una evidenza statisticamente significativa degli effetti negativi del <strong>caff\u00e8<\/strong>, mentre in generale \u00e8 emerso che la <strong>caffeina<\/strong> pur essendo antagonista della <strong>vitamina B6<\/strong> non \u00e8 la causa dell&#8217;aumento di <strong>omocisteina<\/strong> nel sangue.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/tazzina-caffe.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1994\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1994\" src=\"https:\/\/www.dieta-dimagrante.com\/alimentazione\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/tazzina-caffe.jpg\" alt=\"Perch\u00e9 alti livelli di omocisteina nel sangue sono pericolosi?\" width=\"650\" height=\"432\" \/><\/a>Viene citata la leggenda di un pastore che ha osservato come le sue pecore dopo aver brucato le piante di <strong>caff\u00e8<\/strong> danzavano in gruppo: le ha provate anche lui e si \u00e8 messo a danzare con gli ovini! Una tazzina di <strong>caff\u00e8<\/strong> contiene circa 5 cg di <strong>caffeina<\/strong> e la sua azione eccitante, che si protrae da una a due ore dopo averla bevuta, agendo sul sistema nervoso cerebro-spinale provoca un risveglio delle facolt\u00e0 mentali, allontana la sonnolenza e la stanchezza. Non \u00e8 vero invece che il <strong>caff\u00e8<\/strong>, come \u00e8 emerso da diverse ricerche, protegge dal cancro colonrettale. Infatti, un nuovo studio svedese pubblicato su &#8220;Gut&#8221; smentisce i risultati precedenti e afferma che \u00e8 prematuro considerare il <strong>caff\u00e8<\/strong> protettivo: non c&#8217;\u00e8 alcuna associazione tra il consumo di <strong>caff\u00e8<\/strong> e questo tipo di tumore. Prendendo in considerazione anche altri tipi di alimenti, Paul Terry e colleghi hanno esaminato i dati di oltre 61 mila donne tra i 40 anni e i 74 anni che consumavano <strong>caff\u00e8<\/strong> in dosi variabili. Nella fase di osservazione durata in media circa nove anni, le donne che bevevano quattro o pi\u00f9 tazze di <strong>caff\u00e8<\/strong> al giorno non sono risultate a minor rischio rispetto a chi non lo beveva. Inoltre, secondo studi recenti, pubblicati sull&#8217;American Journal of Epidemology emerge che non \u00e8 vero che il <strong>caff\u00e8<\/strong> fa male al fegato, anzi fra gli alcolisti che bevono caff\u00e8 il rischio di cirrosi epatica si riduce di un quinto rispetto a quanti hanno rinunciato a berlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Livelli eccessivi nel sangue dell\u2019aminoacido omocisteina sono considerati negli ambienti scientifici di tutto il mondo pi\u00f9 pericolosi del colesterolo nella formazione della placca aterosclerotica. 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