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Lassativi e costipazione – I consigli del farmacista

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Il problema della stitichezza può creare problemi nel mantenere il giusto peso corporeo. Ecco i consigli e l’approccio dei farmacisti alla questione. Occorre farsi prima alcune domande e solo dopo decidere il rimedio giusto: Quale è la frequenza abituale di evacuazione del paziente? Quando è cambiata e come? Lassativi e costipazione - I consigli del farmacistaLa frequenza della defecazione varia da un individuo all’altro; non esistono regole. È quindi importante per il farmacista comprendere, con l’aiuto di alcune domande, se il paziente è veramente costipato. In generale si parla di stipsi quando un paziente defeca meno di tre volte alla settimana o le feci sono dure, difficili da evacuare. Quali altri sintomi sono associati alla stipsi? La presenza di nausea, vomito, crampi e dolori addominali può essere dovuta a patologie per le quali i lassativi sono controindicati (appendicite…). La mancata espulsione sia di materiale fecale che di gas deve far pensare a una occlusione intestinale. Il paziente lamenta altri disturbi? Quali farmaci sta assumendo? Se il paziente ha dei precedenti di patologie intestinali o di altro tipo associate a stipsi deve rivolgersi al medico. Se il paziente soffre di disturbi cronici quali insufficienza cardiaca, ipertensione, insufficienza renale, la scelta del lassativo deve tener conto del suo contenuto di elettroliti. Numerosi trattamenti farmacologici (codeina, antidepressivi triciclici, neurolettici) possono indurre stipsi e necessitano dell’assunzione di un lassativo ad azione blanda. Ci sono stati dei cambiamenti nello stile di vita del paziente, nelle sue abitudini alimentari? La stipsi può essere la conseguenza di un cambiamento ambientale, alimentare, di situazioni di stress, di immobilità a letto, ecc. Per poter attuare un approccio razionale al problema è importante provare a stabilire una correlazione tra causa ed effetto. Sono da raccomandare anche consigli igienico-dietetici (apporto di liquidi sufficiente – 2 litri/giorno – esercizio fisico, alimentazione ricca di fibre…). A quali rimedi è ricorso il paziente fino a quel momento? Può essere che il paziente abbia abusato di lassativi, abbia usato un farmaco che non è adatto per il suo specifico disturbo, ecc. Quando il paziente deve consultare il medico? a. quando i sintomi durano da più di sei mesi b. quando il paziente ha più di 45 anni c. in caso di precedente anamnesi personale o famigliare di cancro al colon d. in caso di precedente anamnesi di polipo o di tumore intestinale e. in presenza di fase alterne di diarrea e stipsi f. in caso di calo ponderale involontario g. in presenza di sangue nelle feci Il consiglio del farmacista: Quando non vi sia una specifica eziologia patologica, generalmente si tratta di stipsi funzionale cronica. La stipsi può accompagnare la colite spastica ed essere associata a dolori epigastrici che si irradiano “a cornice”, a tutto l’intestino crasso. Tuttavia la costipazione può anche essere del tutto indolore e il paziente può sopportare bene il disturbo, che si limita alla rara emissione di feci scarse e molto consistenti; al contrario altri pazienti possono essere ossessionati in maniera patologica dal loro disturbo; per questi pazienti, la stipsi si pone al centro delle lagnanze ed è spesso associata a numerosi sintomi che indicano l’esistenza di disturbi psico-affettivi (angoscia che può portare fino a uno stato depressivo); il minimo ritardo nella defecazione è in tal caso mal sopportato e porta all’impiego smodato e quasi continuo di lassativi. Il prolungato impiego di lassativi irritanti (senna, frangula, tamarindo, cascara, olio di ricino, boldo) crea un circolo vizioso; dopo un miglioramento temporaneo della stipsi connesso all’irritazione della mucosa del colon (con ipersecrezione e aumento della motilità intestinale), compare nuovamente un rallentamento del transito intestinale che è mal sopportato e considerato dal paziente come un insuccesso del trattamento. Inoltre, passando da una specialità all’altra, il paziente continua ad aggravare questa malattia auto-indotta (malattia da lassativi). La tensione addominale, più o meno dolorosa, si accentua e compaiono false diarree di origine secretiva e alla fine si può instaurare un’alterazione dello stato generale accompagnata da dimagramento. A questo stadio, possono verificarsi disturbi elettrolitici come l’ipokaliemia che a sua volta riduce la motilità intestinale. La stipsi dovuta a cattivo funzionamento della parte terminale dell’intestino si riscontra nelle persone anziane. Si tratta di disturbi dell’evacuazione; il paziente non sente il bisogno di defecare quando il retto è pieno e l’emissione delle feci diventa incompleta e meno frequente. Il paziente, dopo aver evacuato solo parte delle feci, soffre per la persistenza di un fastidio più o meno doloroso. L’accumulo delle feci può provocare un fecaloma, talvolta tanto grande da comprimere gli organi vicini. Bisogna quindi provare a regolarizzare la defecazione mediante una vera e propria rieducazione: imporsi di defecare a ore fisse e stimolare il riflesso della defecazione mediante supposte di glicerina o mini-clisteri. Attenzione però, nel caso di impiego prolungato, alle proctiti. Nella donna incinta la stipsi è frequente e regredisce dopo il parto, così come la stipsi che compare durante un viaggio o in un soggetto costretto a letto regredisce con la ripresa del modo di vita abituale. La costipazione dovuta a una malattia organica è molto più rara (cancro, polipi del retto o del colon…). Bisogna tuttavia pensare anche a una possibile causa di questo tipo, soprattutto in presenza di una stipsi di origine recente e quando si verificano alternativamente stitichezza e diarrea. La costipazione è uno dei sintomi dell’ipotiroidismo. Anche le ragadi anali e le emorroidi possono essere responsabili di stipsi. Il farmacista consiglia misure igienico-dietetiche quali: la regolarità dei pasti; il bere abbondantemente (anche durante i pasti); anche un bicchiere d’acqua al risveglio può essere utile; un esercizio fisico regolare e sufficiente (con particolare impegno della muscolatura addominale); un regime alimentare ricco di legumi verdi, di frutta e di verdure crude, ma povero di farinacei, di fecola e di legumi secchi. Una alimentazione ricca di fibre è consigliabile (da cui la moda attuale della crusca, tenendo presente che il risultato ottimale si ottiene con un consumo giornaliero di 10-30 grammi, cosa spesso difficile da applicare nella pratica). Questo tipo di regime risulterà efficace solo dopo un periodo talvolta lungo e solo se verranno sospesi i lassativi irritanti, i quali comunque devono essere prescritti solo per brevi periodi. Possono essere tollerati più a lungo i lassativi non irritanti; essi sono le mucillagini, che hanno azione emolliente e di aumento del volume fecale, e i disaccaridi come il lattulosio  il lactitolo, che agiscono acidificando il contenuto intestinale e attivando la peristalsi. Uno dei migliori servizi che si possa rendere a un paziente affetto da stipsi è quello di spiegargli che non è un dogma defecare una volta al giorno. NB: Questa rassegna stampa si riferisce solo a consigli igienici di carattere generale e NON specificatamente terapeutici. Fare e consigliare terapie spetta solo al medico a cui occorre rivolgersi nei casi resistenti alla semplice applicazione di un corretto stile di vita e rimedi OTC di automedicazione. NB2: I farmaci indicati nel testo sono esclusivamente prodotti da banco (OTC) destinati all’automedicazione e in libera vendita e SENZA obbligo di ricetta medica. Il testo pubblicato è solo a ulteriore spiegazione e chiarimento del foglietto di istruzioni contenuto nei farmaci OTC indicati. Nel caso di consigli sull’uso di erbe è sempre chiaramente indicato che si tratta di coadiuvanti alla terapia e che NON hanno scientificamente azione terapeutica.

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