Il sucralosio

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Il sucralosio è una sostanza nota negli Stati Uniti d’America con il nome commerciale di Splenda: si tratta, in effetti, di una sostanza appartenente alla categoria dei dolcificanti artificiali, conosciuto nell’Unione Europea anche col nome di E955.

Questo dolcificante, dal punto di vista chimico è un derivato clorurato del saccarosio ma si rivela circa 1000 volte superiore a quest’ultimo per dolcezza, ed è inoltre all’incirca il doppio più dolce della saccarina e quattro volte più dolce dell’aspartame ma vanta tuttavia caratteristiche organolettiche molto simili al comune zucchero da cucina, anche se non sembra apportare calorie all’organismo.

Per quest’ultimo motivo, il sucralosio è particolarmente indicato ed utilizzato nelle diete ipocaloriche, ovvero negli alimenti, negli integratori e nei prodotti dietetici: può rivelarsi quindi un ottimo aiuto nelle diete ipocaloriche mirate alla riduzione del peso corporeo anche se è molto più importante l’utilità di questo dolcificante per le persone che soffrono di malattie diabetiche, dal momento che esso non influenza i livelli glicemici.

Il sucralosio presenta anche il grosso vantaggio di essere stabile alle temperature a cui vengono normalmente preparati i normali prodotti da forno e sta riscuotendo molto successo anche per via dell’eventuale tossicità dell’aspartame, ma anche sul suo conto sono sorte moltissime polemiche.

Infatti, l’industria americana dello zucchero afferma che la pubblicità dello Splenda sia ingannevole, ed afferma che: “Lo Splenda non è un prodotto naturale. Non è coltivato, non cresce e non è presente in natura.” Inoltre, molti produttori e i raffinatori affermano che è uno zucchero: esso è infatti ricavato attraverso un procedimento chimico e prodotto per clorurazione selettiva dello zucchero, ovvero mediante la sostituzione selettiva di tre dei gruppi idrossilici dello zucchero da cucina (saccarosio) con altrettanti atomi di cloro.

Esso, secondo molti, è commercializzato attraverso una astuta campagna pubblicitaria, finalizzata a disinformare i consumatori e costata moltissimi milioni di dollari: inoltre, molte sono le polemiche rispetto all’uso che del sucralosio è stato fatto per testarne la sua capacità ed i suoi effetti sugli animali.

Il sucralosio è stato scoperto nel 1976 ad opera di due scienziati del Tate & Lyle, Leslie Hough e il giovane chimico indiano, Shashikant Phadnisin collaborazione con i ricercatori del Queen Elizabeth College, mentre stavano effettuando dei test sugli zuccheri clorurati come intermediari chimici: per un errore di comprensione, Phadnis assaggiò, rendendosi subito conto che il sapore era eccezionalmente dolce. I due lavorarono sul composto un anno mettendo a punto la formula finale, ben 600 volte più dolce dello zucchero da tavola.

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