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Dieta per la stitichezza

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Dieta per la stitichezzaLa stitichezza (stipsi) è un disturbo che interessa l’apparato oro-fecale e si manifesta come la difficoltà ad evacuare accompagnato da sforzo. Si parla di stitichezza essenzialmente quando il soggetto registra un ridotto numero di evacuazioni settimanali (meno di 2). La stitichezza interessa circa 13 milioni di italiani: ad essere maggiormente colpite sono le donne, 9 milioni contro i 4 milioni di uomini circa. Nella popolazione adulta, la stitichezza colpisce essenzialmente donne, anziani e bambini (in prevalenza maschile); nei neonati non possiamo parlare di vera e propria stitichezza poiché si viene a creare più che altro una condizione fisiologica tale per cui il nascituro registra evacuazioni piuttosto distanziate tra di loro: tutto questo è legato all’assorbimento delle sostanze nutritive contenute nel latte materno e alla scarsa produzione di scorie da parte del piccolo. Dieta per la stitichezzaAlla luce dei dati stimati, e dei numeri analizzati della nostra popolazione target, ovvero quella affetta da stitichezza, vi proponiamo qualche delucidazione in merito agli alimenti da evitare in caso di stitichezza (poiché astringenti) e a quelli, invece, da assumere, oltre al movimento da fare frequentemente al fine di combattere la stitichezza, che va al di là del regime alimentare. Per prima cosa, i soggetti stitici devono prediligere una dieta idroponica, ovvero ricca di acqua (es. magnesiaca o sulfurea con Fonte di Venere, Uliveto, Fiuggi) da praticare lontano dai pasti e abbinata ad un regime alimentare ricco di fibre, ovvero di quegli alimenti non completamente assimilabili dall’organismo, quelli cioè che vanno a costituire la cosiddetta massa fecale. Una dieta di questo genere, fatta prevalentemente di fibre, aumentano di gran lunga il contenuto intestinale poiché le fibre alimentari contenute negli alimenti sono in grado di assorbire una grande quantità di acqua. Un regime alimentare ricco di fibre, inoltre, favorisce la flora intestinale del tipo fermentativo e non putrefattivo (ciò che accade quando la dieta è carnea e le feci ristagnano). Vi proponiamo, qui di seguito, una serie di alimenti da prediligere in caso di stitichezza: –  bere un bicchiere d’acqua tiepida al mattino, appena svegli, così da stimolare l’attività intestinale; –  cereali o avena a colazione; –  brodo di carne; –  carciofi; –  pane integrale; –  minestre vegetali; –  legumi; –  verdure da cuocere (es. catogna, cicoria, zucchine); –  frutta a volontà (preferibilimente, di quelle che si può, con la buccia) di questo tipo: prugne secche (almeno 4 al giorno) arance, kiwi; –  carota; –  bere tanta acqua durante e lontano dai pasti (preferibilmente). Gli alimenti che abbiamo appena visto, Se non ancora assunti con frequenza, vanno assunti gradualmente nella Dieta per la stitichezzavostra vecchia dieta, in modo da evitare le controindicazioni del caso, che potrebbero insorgere nel caso in cui “aggrediste” il vostro organismo con una quantità smisurata di fibre da un giorno all’altro rischiando di provocare, così, delle coliche intestinali. Inoltre, prima di cominciare qualsiasi tipo di dieta vi consigliamo vivamente di sottoporvi ad un consulto medico (di famiglia o, più opportuno, nutrizionista). Alla luce degli alimenti da prediligere, per contro, vi proponiamo una serie di alimenti preferibilmente da evitare in caso di stitichezza: –  riso; –  banane; –  mele; –  mirtilli; –  nespole –  the; –  limoni. In caso di stitichezza, non è importante solo adottare il giusto regime alimentare per favorire la peristalsi intestinale ma anche attivarsi con il movimento che contribuisce ad una buona tonicità dei muscoli addominali e perineali favorendo, poi, l’aumento della pressione addominale durante l’espletamento delle feci. Se, invece, per motivi lavorativi, di salute o affini, non praticate alcun tipo di movimento, allora dovete assolutamente riservarvi alcune ore del giorno da dedicare al movimento. La vita sedentaria, al contrario del moto, porta ad un indebolimento e ad una perdita di funzionalità del diaframma e dei muscoli della parete addominale, diminuendo, di conseguenza, l’aumento della pressione occorrente per l’evacuazione giornaliera.

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