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Diete con parziale sostituzione dei pasti

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Molto diffuse oggi, le diete con sostituti di pasto, (P.M.R.D. = Partial Meal Replacement Diet), introdotte nel mercato dai primi anni ’80 allo scopo di evitare la monotonia di altre diete a totale sostituzione dei pasti. Il principio basilare di esse è che un pasto sostitutivo può essere utilizzato per uno o anche due dei tre pasti principali normalmente consumati nell’arco della giornata. Alla loro comparsa sul mercato questi pasti erano concepiti con l’unica preoccupazione di fornire una razione a basso contenuto calorico, composta quasi esclusivamente di proteine e con nulla o scarsissima percentuale di lipidi e idrati di carbonio; trascurata era anche la componente di vitamine, minerali e fibre. A questa tipologia, che potrebbe collocare questi pasti in una fascia cosiddetta di “prima generazione”, col progredire della scienza nutrizionale, sono succeduti i pasti sostitutivi di “seconda generazione” studiati per fornire, sempre in una razione caloricamente ristretta, una quota di macro e micronutrienti assolutamente bilanciata e in linea con i fabbisogni giornalieri raccomandati dalle tabelle compilate in base alle risultanze di studi eseguiti dalle autorità scientifiche di tutto il mondo. La composizione dei pasti alternativi utilizzati in queste diete è: circa 10 grammi di proteine di elevata qualità, 12 grammi di carboidrati, 1 o più grammi di grassi indispensabili a garantire l’apporto di acidi grassi essenziali (AGE – EFA = Essential Fatty Acids), elettroliti vitamine e fibre. Il valore nutrizionale e calorico di ciascuna porzione può essere aumentato miscelando la polvere sostitutiva del cibo in una bevanda come il latte magro (250 cc) fino a raggiungere 200 kcal circa (polvere 115 kcal – latte magro 85 kcal). Molto in voga oggi giorno sostituire il latte vaccino con il più sano latte vegetale di soia o riso. I cibi che accompagnano i pasti sostitutivi debbono essere scelti con oculatezza al fine di garantire la necessaria introduzione di vitamine, sali minerali e fibre. Nel dubbio che questi minimi non siano raggiunti, è buona norma incrementare la razione giornaliera con preparazioni commerciali a base di integratori mineral-vitaminici. Il complesso dei pasti sostitutivi, insieme ai pasti normali, apporta giornalmente un minimo di 100 kcal (un poco meno all’inizio del trattamento e un poco di più verso la fine) con almeno 60 gr di proteine di elevato valore biologico e altrettanto di carboidrati. Pertanto, rispetto alle precedenti metodiche, le PMRD forniscono una maggiore quantità di calorie con significative quote proteiche, lipidiche e glicidiche tali da scongiurare il rischio della chetoacidosi e della negatività del bilancio azotato. Altri non trascurabili vantaggi che derivano dall’impiego di queste diete consistono: ·nella facile pianificazione dei pasti; ·nella maggiore sazietà e soddisfazione per l’assunzione di cibo normale nei pasti liberi; ·nella maggiore facilità nello svolgimento delle attività quotidiane dovuta all’assunzione di un solo pasto sostitutivo; ·in un più agevole passaggio dalla fase di perdita di peso a quella di mantenimento del programma. L’esperienza ha dimostrato che questi programmi sono sicuri ed efficaci permettendo la ideale velocità di decremento del peso in misura di 0,500-1,0 kg/settimana. Essi sono inoltre estremamente affidabili anche in regime di autogestione sia quando vengono utilizzati per limitati periodi per ottenere un elevato calo ponderale, sia quando vengono utilizzati per periodi prolungati come programmi di mantenimento del peso fisiologico. Stante la stretta correlazione esistente tra peso corporeo e stato di salute, più volte menzionata, i programmi dietetici basati su pasti sostitutivi giocano un ruolo decisivo nella conservazione dello stato di benessere della popolazione.

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