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In cosa consiste la dieta chetogenica

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La dieta chetogenica è un regime alimentare basato sul presupposto che un’alimentazione ricca di proteine e lipidi, con scarso apporto di carboidrati mantenga costanti i i livelli di insulina evitando l’accumulo di grasso e favorendo il suo utilizzo a scopo energetico. Diminuendo i livelli di glucosio, oltre i limiti raccomandati, l’organismo sarà costretto a prelevare energia da altri substrati, costituiti da proteine e lipidi. In tanti, con l’avvento della stagione estiva, in osservanza di chili nettamente superflui, intraprendono una dieta chetogenica. Ma che cosa si intende nello specifico e in cosa consiste realmente questa dieta? Quando si parla di dieta chetogenica, si parla di particolari regimi alimentari, basati sulla drastica riduzione dei carboidrati nell’intento di perdere peso. L’introito calorico quotidiano viene quindi assicurato quasi esclusivamente dall’assunzione di grassi e proteine. Dal punto di vista fisiologico, la dieta chetogenica sposta il metabolismo corporeo verso la beta ossidazione degli acidi grassi e la produzione di corpi chetonici (da cui l’aggettivo chetogenica). In parole povere, l’organismo, che normalmente sintetizza (brucia) carboidrati per ricavare energia, ottimizza la sua capacità di ossidare i grassi a scopo energetico. Questo processo, tuttavia, non è efficace, dal momento che porta alla produzione di scorie tossiche chiamate corpi chetonici. Le diete chetogeniche permettono di ottenere rapide perdite di peso e questa loro caratteristica ha contribuito notevolmente alla loro diffusione. In pochi sostengono che l’iniziale riduzione della massa corporea è dovuta alla degradazione del glicogeno e alla perdita di acqua. Solo dopo qualche giorno, sfruttando il potere saziante di grassi e proteine, l’organismo comincia a sentire gli effetti della dieta perdendo notevolmente peso, poiché questo regime alimentare porta ad una riduzione dell’introito calorico determinando, a lungo andare, una considerevole perdita di grasso corporeo. Il regime dietetico chetogenico comporta, però, dei rischi per l’organismo, tra i quali possiamo annoverare la disidratazione, la perdita di elettroliti, un apporto inadeguato di fibre, calcio e vitamine, la comparsa di gotta e problemi renali (a causa dell’elevato apporto proteico). Lo stile alimentare chetogenico, il quale ha preso piede negli ultimi anni, dovrebbe essere abbandonato a favore di un’alimentazione più sana ed equilibrata. In ambito terapeutico, la dieta chetogenica è consigliata ai bambini di età inferiore ai 10 anni sofferenti di forme epilettiche non completamente controllate dalla terapia farmacologica. L’instaurarsi di uno stato di chetosi è infatti correlato ad una riduzione dell’incidenza degli attacchi epilettici. La gluconeogenesi è un processo che porta alla formazione di glucosio a partire dallo scheletro carbonioso di alcuni aminoacidi. Questo processo assicura un apporto costante di energia anche in condizioni di carenza di glucosio ma costringe fegato e reni a lavorare maggiormente per eliminare l’azoto. Evitare di assumere glucosio tramite la dieta e costringere il corpo a scindere le proteine è un processo poco conveniente, perché intossica l’intero organismo facendolo lavorare inutilmente. La dieta chetogenica, a causa dell’elevato apporto di grassi e proteine, può causare gravi problemi, come iperuremia e chetosi, ossia l’aumento della concentrazione dei corpi chetonici nel sangue. L’organismo umano necessita di glucosio per sopravvivere. 
L’essenzialità del glucosio come fonte energetica è legata al fatto che il sistema nervoso centrale utilizza esclusivamente glucosio per svolgere la propria attività e anche gli eritrociti sono dipendenti dalla glicolisi per il loro metabolismo energetico. Si calcola che il minimo apporto giornaliero di glucosio per permettere il normale funzionamento di questi sistemi sia di 180 grammi.
 La lipolisi, ossia la degradazione degli acidi grassi a scopo energetico è legata alla glicolisi. 
Se per qualsiasi motivo la glicolisi ed il ciclo di Krebs vengono particolarmente rallentati, allora anche la lipolisi viene compromessa e si formano i corpi chetonici e gli acidi grassi vengono normalmente degradati ad acetil CoA che entra nel ciclo di Krebs legandosi all’acido ossalacetico per un ulteriore ossidazione fino ad anidride carbonica e acqua. Se la produzione di acetil CoA, tramite la lipolisi, eccedesse la capacità di assorbimento dell’ossalacetato, si formerebbero i corpi chetonici.
 Si distinguono tre corpi chetonici: l’acetone, l’acetoacetato e il 3-idrossibutirrato. I corpi chetonici si formano a partire da due molecole di acetil-CoA che, non potendo entrare in Krebs, si associano tra loro. Essi vengono prodotti normalmente in quantità minime che sono facilmente smaltite dall’organismo, in particolare dai reni e dai polmoni. Se la produzione dei corpi chetonici diviene molto elevata il loro accumulo nel sangue, definito chetosi, abbassa il pH ematico con conseguente acidosi metabolica: tipicamente questo accade nei soggetti diabetici non trattati. In casi estremi l’acidosi può portare al coma e persino alla morte. I problemi sono aggravati se il soggetto svolge un’attività sportiva intensa, che aumenta le richieste e l’ossidazione di glucosio da parte dell’organismo. Anche se l’esercizio fisico aumenta le capacità di ossidare tali sostanze a scopo energetico, opponendosi a tutti gli effetti negativi di un loro accumulo nel torrente ematico, il ricorso alla dieta chetogenica rimane comunque una forzatura metabolica, che a lungo andare può causare conseguenze spiacevoli anche in un organismo giovane e ben allenato. Si può facilmente concludere che la dieta chetogenica funziona nell’immediato ma sottopone l’organismo ad uno stress continuo e per nulla salutare. Perciò, questo regime alimentare deve essere sostituito con altri regimi alimentari meno dannosi ed ugualmente efficaci.

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