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L’avvelenamento da funghi

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Le malattie alimentari sono generalmente causate dalla presenza di batteri patogeni nel cibo, microrganismi o tossine che proliferano nei cibi avariati e quindi infetti, ma in alcuni casi esse possono anche dipendere dalla cattiva produzione e cottura dei cibi stessi. In questo caso, si parla di tre tipi di malattie alimentari:

–         Infezione alimentare, che insorge in seguito al consumo di alimenti contaminati da batteri patogeni;

–         Intossicazione alimentare, che si presenta in seguito al consumo di alimenti contenenti tossine di origine batterica;

–         Tossinfezione alimentare, che contempla la presenza di tossine e batteri patogeni nello stesso tempo.

Una tra le più consistenti intossicazioni alimentari è nota come avvelenamento da funghi, malattia alimentare molto comune i cui primi sintomi fanno pensare subito ad una semplice indigestione.

L’intossicazione da funghi può essere generalmente di due tipi: il primo tipo si definisce a lenta insorgenza o lunga incubazione – con presentazione di sintomi dopo parecchie ore dall’ingestione del cibo. Questo tipo di intossicazione è tra i più pericolosi poiché la comparsa tardiva dei disturbi può indurre la persona a consumare più volte il fungo a rischio – mentre il secondo è detto a rapida insorgenza o breve incubazione, in cui i sintomi si possono verificare già a tre ore dal consumo dell’alimento contaminato.

COME SI PRESENTA E SINTOMI:

I primi sintomi – generalmente nausea, vomito e diarrea – non mettono particolarmente in allarme, in quanto sono molto simili ad una semplice indigestione: tuttavia, l’intossicazione da funghi è una tra le malattie alimentari più subdole in quanto spesso si verifica un periodo di latenza (e quindi di benessere) piuttosto lungo tra la loro ingestione e la comparsa dei primi sintomi (parliamo in particolare della presenza di sintomi a lenta insorgenza).

Per questo motivo diventa estremamente difficile mettere in relazione i sintomi con il loro consumo.

Tra i diversi sintomi che si possono verificare in caso di avvelenamento a breve termine, possiamo ricordare:

– la sindrome resinoide, che causa problemi a stomaco e intestino;
– la sindrome muscarinica, che si manifesta con nausea, vomito e diarrea a cui si associa sudorazione abbondante;
– la sindrome pantherinica, che oltre a colpire stomaco e intestino, determina confusione e convulsioni;
– la sindrome psicodislettica, in cui vomito e diarrea si associano ad allucinazioni;
– la sindrome coprinica, che si scatena soltanto se i funghi vengono assunti in contemporanea a bevande alcoliche.

In caso di avvelenamento a lenta insorgenza è possibile incorrere ad episodi di “falloidea”, scatenata soprattutto dall’ingestione dell’Amanita phalloides, il fungo più pericoloso presente nel nostro Paese: infatti, le amatossine (ovvero sostanze velenose) presenti in questo tipo di fungo possono rivelarsi addirittura di esito mortale.

CURA:

La terapia per curare le intossicazioni da funghi prevede di solito la somministrazione di antidiarroici ed antiemetici nel caso di effetti gastrointestinali, o di benzodiazepine nel caso di sintomi neurologici: tuttavia, poiché non sempre è facile riconoscere la natura del fungo ed il suo apporto di veleno nel corpo, è sempre utile recarsi in ospedale ove potranno mettere in atto la cura più adatta al proprio caso. Per questo motivo, può rivelarsi molto utile portare con sé anche un piccolo campione del vegetale per permettere così ai medici ed agli specialisti di riconoscerlo e di effettuare le giuste cure.

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