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Sistema immunitario ed esercizio fisico

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Il corpo umano è in grado di rispondere e di porre resistenza agli agenti patogeni grazie a un sistema immunitario complesso ed articolato, che “difende” il corpo dagli attacchi esterni e dalle infezioni.

Semplificando, esso si può distinguere in:

–         Immunità aspecifica;

–         Immunità specifica.

L’immunità aspecifica è in grado di fornire una protezione immediata all’attacco di eventuali agenti patogeni, grazie alle funzioni svolte dalla pelle e dalle membrane mucose; l’acidità dei succhi gastrici che uccide i batteri che si possono trovare nei cibi ingeriti; le infiammazioni e la febbre che contribuiscono all’incremento degli agenti immunitari aspecifici. Questo tipo di immunità è generica, e risponde genericamente agli attacchi esterni, attraverso questi diversi format che abbiamo appena elencato.

L’immunità specifica, invece – come suggerisce lo stesso termine con cui è conosciuta – risponde a determinate e specifiche patologie: il sistema immunitario è un sistema complesso ma molto intelligente, in grado di conservare la memoria del percorso compiuto dai batteri in modo che, quando questi si ripresentano, il nostro organismo è in grado di riconoscerli e di rinforzare la difesa opponendo un’efficace resistenza.

E’ risaputo che l’attività fisica faccia bene sia al corpo che alla mente, rinforzando contemporaneamente l’immunità specifica e l’immunità aspecifica: tuttavia è importante ricordare che proprio successivamente ad una gara o ad una competizione particolarmente difficile, o comunque dopo molto esercizio fisico, si può andare incontro ad un indebolimento del sistema immunitario. Il fenomeno si chiama “open window”, e riguarda appunto le condizioni che possono influire sulla salute del corpo di un atleta, spesso messa in pericolo da diversi fattori, tra cui lo sforzo prolungato ed in condizioni non ottimali, o tutti quei veicoli di infezione come gli abbracci tra tifosi, l’aria condizionata di mezzi di trasporto e locali, ecc.

Anche lo stress ed una cattiva alimentazione possono giocare un ruolo fondamentale: un apporto insufficiente di proteine, carboidrati, vitamine e minerali in chi pratica attività fisica può portare a una minore resistenza alle malattie, così come un allenamento troppo intenso e prolungato ed un elevato stress psicologico.

Per tutti questi motivi risulta importante non solo limitare al massimo le possibilità di infezione sopra elencate, ma anche predisporre il proprio corpo in maniera tale che esso sia più immune e più forte di fronte ai patogeni: uno dei più efficaci metodi è attraverso la vaccinoprofilassi, in grado di garantire una certa difesa immunitaria anche rispetto a malattie più gravi, come il tifo e l’epatite A.

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