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Bambini e cellulari

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I ragazzini muniti di telefono cellulare sono sempre di più e sempre più piccoli. Ma il dato più sconvolgente, che scaturisce da uno studio fatto dalle università, La cattolica di Milano e La sapienza di Roma, è che non sono i bambini a chiedere l’apparecchio, che reputano inutile e più adatto ai grandi, ma sono i genitori che lo acquistano per loro. I genitori lo considerano un accessorio utile e indispensabile. In sostanza il telefono è un acquisto che loro fanno soprattutto per loro, perché rappresenta una sicurezza in più.

Genitori  apprensivi
Lo studio della Sapienza di Roma rivela che circa un terzo dei bambini delle elementari ritiene il cellulare più utile in un’età superiore alla loro. La diffusione del cellulare cresce progressivamente con l’aumentare dell’età. I bambini che a 8 anni hanno ricevuto il primo cellulare, all’età di 12 ne hanno già cambiati 3 e secondo gli studi effettuati dall’università Cattolica si Milano, in circa la metà dei casi, avere il cellulare non è un desiderio dei piccoli. Secondo gli esperti, l’uso del cellulare è indotto dai genitori, in quanto, questi si ritengono gli unici referenti dell’educazione dei figli, e quindi anche quando questi ultimi sono lontani da loro, ad esempio in gita scolastica, il cellulare resta l’unico legame tra genitori e figli. Ma tutto questo rappresenta un rischio, in quanto il continuo contatto con i genitori, non favorisce l’autonomia dei ragazzini.

Strumento di controllo
Ormai viviamo in un mondo caotico e pieno di pericoli e i ragazzini hanno moltissime occasioni di restare da soli. La scuola spesso organizza gite didattiche che durano più giorni anche in terza elementare; vi sono i pomeriggi a casa degli amici, le uscite con gli amici ai giardinetti o ai centri sportivi; Il bambino spesso, si trova lontano dalla famiglia, affidato a se stesso o ad un altro adulto. E’ quindi comprensibile che il genitore voglia sentirsi più sicuro, e il possesso di un cellulare da parte del figlio lo tranquillizza, in quanto in caso di imprevisti, si ha sempre sotto controllo la situazione. Se usato per tranquillizzare, il cellulare può rappresentare un apparecchio utile, ma un uso eccessivo, lo tramuta in uno strumento di controllo da parte dei genitori che dimostrano di non fidarsi né nell’adulto che ha la custodia né del figlio stesso, che dovrebbe imparare a gestire se stesso autonomamente.

Sostituisce il rapporto
Il discorso diventa serio se i genitori vogliono esercitare sul figlio una forma di controllo per dare vita ad una sorta di terzo grado: con chi esci? Dove ti trovi? A che ora torni? Questo tipo di comportamento asfissiante è sintomo di una rapporto poco solido, senza regole e basato su un dialogo freddo e inesistente. Ciò che invece è fondamentale, è che i genitori devono coltivare un rapporto con i figli basato sul dialogo, senza la pretesa di diventare amici dei propri figli. Anche se affettuosi  e attenti devono comunque, restare genitori, figure rassicuranti ma autorevoli. I genitori devono coltivare un rapporto che porti i loro figli a renderli partecipi della loro vita, dei loro interessi e dei loro amici, così i genitori potranno controllarli ma rispettandone la privacy. Tutto questo può essere realizzato rispettando semplici regole di convivenza che presuppongono una certa maturità. Rendere i ragazzi responsabili e maturi, servirà per rassicurare anche i genitori che saranno più tranquilli nel saperli lontano da casa.

Consigliato dopo gli 12 anni
L’uso precoce del cellulare deresponsabilizza il bambino e può anche avere effetti negativi sul linguaggio. L’abitudine ad usare gli sms limita l’espressività e impoverisce il vocabolario, rendendo sempre più difficoltosa la comunicazione scritta e verbale. Non solo, il cellulare che mette in comunicazione col mondo intero può inibire la socializzazione. I giovani che usano spesso il telefono perdono l’abitudine a ciò che gli esperti chiamano “comunicazione empatica” e cioè la capacità di gestire un dialogo fatto di emozioni, gesti, sguardi, essenziali nel processo di maturazione. Il cellulare quindi andrebbe regalato solo dopo i dodici anni quando il ragazzino è in grado di capire che quell’oggetto ha uno scopo essenzialmente pratico e che non deve diventare un surrogato della comunicazione e delle amicizie. I genitori dovrebbero anche responsabilizzare i figli. Si, dunque, alle carte prepagate a credito limitato, da usare con parsimonia, e a insegnare a prestare molta attenzione in caso di chiamate da numeri sconosciuti.

Farne a meno si può
I genitori troppo ansiosi devono imparare a fidarsi del figlio e degli adulti a cui è affidato. Conoscere le famiglie dei compagni e scambiarsi i numeri di telefono è un modo per essere tranquilli quando il figlio va a giocare o a studiare da loro. Servirsi del telefono fisso può bastare per assicurarsi che i figli stiano bene, anche nel caso fosse necessario lasciarli da soli in casa. Responsabilizzare il ragazzino, che fin dai primi anni di vita deve conoscere il proprio domicilio e il nome e cognome dei genitori, e deve imparare a fare riferimento solo a persone ben conosciute.  

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