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Artrosi: le parti più colpite

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L’artrosi e le articolazioni più colpite

Alcuni dati utili
Da capo a piedi ecco le percentuali degli italiani colpiti dall’artrosi:

·         Il 33% colpiti da artrosi alla colonna lombare;

·         Il 30% colpiti da artrosi alla colonna cervicale;

·         Il 27% gli ammalati di artrosi al ginocchio;

·         Il 25% chi soffre di artrosi all’anca;

·         Il 24% gli ammalati di artrosi alla colonna vertebrale;

·         Il 14% chi soffre di artrosi alle mani;

·         Il 9% che soffrono di artrosi ai piedi.

L’artrosi Lombare
L’artrosi delle colonna lombare è molto frequente. È caratterizzata da un esordio progressivo: giorno dopo giorno il dolore tende a diventare sempre più importante e acuto. L’esercizio fisico, o anche semplicemente lo stare a lungo in piedi, può provocare un riacutizzarsi delle crisi di dolore. Il riposo comporta una diminuzione del dolore e con esso, anche un momentaneo stato di benessere fisico. Spesso vengono scambiate per lombo artrosi anche semplici lombalgie, dolori della parte bassa della colonna vertebrale, mentre le cause potrebbero essere imputate a origini diverse come:

·         Stiramenti,

·         Contratture muscolari,

che passano nel giro di qualche settimana.

L’artrosi Cervicale

Forma molto diffusa e diagnosticata di artrosi. Spesso l’artrosi della colonna cervicale è “silente”, cioè non provoca sintomi. Non è un caso che segni di artrosi cervicale possono essere riscontrati nel 70-80% delle radiografie di soggetti in età avanzata. In molti casi, la persona che soffre di artrosi in questa sede tende ad avere modesti dolori cervicali avvertendo anche periodiche crisi di mal di testa. Il decorso di questi tipo di artrosi è imprevedibile: può rimanere stabile, senza dare grossi fastidi anche per lunghi periodi, oppure può essere continuo e sordo e limitare così la vita quotidiana. Un tratto comune riguarda problemi di deglutizione o l’instaurarsi di altre malattie come la sindrome di Barrè Lieou.

L’artrosi alla mano
Le mani sono una delle sedi molto colpite dall’artrosi. La patologia alla mano è stata più volte classificata in diverse categorie, che si base sul tipo di falange colpite, le manifestazioni rilevate sono simili. In genere, la malattia esordisce con dolori di grado discreto e un leggero arrossamento. Poi si associano una crescente rigidità e la comparsa di noduli, i cosiddetti noduli di Heberden, tumefazioni dure che si formano sulla superficie dorsale. Di solito, nel giro di 6 mesi-1 anno le tumefazioni non risultano più dolenti ma finiscono per evolversi verso deformità, provocando anche un’alterazione della funzionalità.

L’artrosi al polso
Rispetto alla diffusione dell’artrosi alla mano, quella del polso presenta indici d’incidenza nettamente inferiori. L’artrosi del polso si suddivide in due forme principali:

1.      Primitiva: cioè senza una causa apparente;

2.      Secondaria: solitamene dovuta a traumi, fratture o a sovraccarico da lavoro. Questa forma colpisce alcune categorie professionali come: dattilografi, pianisti e coloro che usano strumenti vibranti.

Questa forma di patologia si manifesta, in un primo tempo, con una crescente rigidità del polso, spesso accompagnata da dolori. Le fitte possono variare d’intensità: dalla più lieve caratterizzata da un fastidio sordo, sino a crisi dolorose più acute e continue.

L’artrosi del gomito
È una patologia piuttosto rara e rientra nel gruppo dei disturbi provocati da “traumi professionali”, cioè legati a lavori specifici. Non a caso, colpisce, con maggiore prevalenza, gli uomini che hanno lavorato utilizzando attrezzi come martelli pneumatici, seghe a motore e perforatrici, cioè strumenti a vibrazione che impongono uno sforzo prolungato e faticoso all’articolazione del gomito. In questo caso il dolore può anche essere molto intenso, arrivando a compromettere la funzionalità del braccio.

L’artrosi del ginocchio
La gonartrosi è una delle forma di artrosi più diffuse e invalidanti. La caratteristica principale è quella di interessare le varie articolazioni del ginocchio, in particolare la femoro-tibiale, più rilevante per la funzionalità del ginocchio.

L’artrosi dell’anca
Anche la coxartrosi, come l’artrosi del ginocchio, è una delle forme più invalidanti. In genere viene diagnosticata dopo i cinquant’anni. Tuttavia, in caso di traumi o lesioni, può verificarsi anche prima. Nell’artrosi dell’anca il dolore può essere percepito, non solo a livello inquinale, ma anche in altre sedi come:

·         La faccia laterale della coscia,·         La parte anteriore della coscia, dell’inguine, sino al ginocchio,·         La parte interna della coscia,

·         I glutei.

In genere il riposo e la possibilità di assumere una posizione che non gravi sull’anca malata porta un sollievo temporaneo e un po’ di benessere. In alcuni casi, può succedere di essere svegliati, anche nel bel mezzo della notte, da forti dolori: è una spia del corpo che chiede di cambiare posizione. Giorno dopo giorno, la malattia impedisce un numero sempre crescente di movimenti, finché diventa impossibile assumere una posizione eretta o compiere gesti quotidiani come allacciarsi le scarpe o spostare il piede nella posizione voluta. Nei casi più gravi può essere necessario ricorrere alla sostituzione chirurgica dell’articolazione, detta artroprotesi.

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