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Il Tae Kwon do: l’arte dei pugni e dei calci in volo

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Tra le arti marziali conosciute, il tae kwon do sembra avere un fascino del tutto particolare. Il significato letterale delle tre parole che lo compongono è “arte dei pugni e dei calci in volo”, nonostante i modi in cui esso viene scritto possono variare. Le parole tae kwon do altro non sono che degli ideogrammi:

  • tae= calciare in volo, saltare
  • kwon= colpire con il pugno, bloccare con la mano
  • do= arte, disciplina

A prescindere da come venga scritto, il significato è abbastanza esplicativo: il tae kwon do è la disciplina del combattimento per mezzo di pugni e calci in volo. Il Tae Kwon do: l'arte dei pugni e dei calci in volo Questa arte prende origine da antiche arti marziali della Cina del Nord e da una altrettanto antica disciplina coreana, il taekyon (letteralmente “combattimento con le gambe”): la datazione dovrebbe risalire al 50 a.C., a prova della quale è possibile riferire alcuni dipinti murari raffiguranti due uomini intenti in un combattimento a mani nude, ritrovati nella tomba reale della dinastia Koguryo. Il taekyon diede vita a quella che oggi conosciamo come tae kwon do da una organizzazione di combattimento giovanile in cui i giovani militari venivano formati all’arte del governo e del combattimento, ma anche ad altre discipline come la storia, l’etica, la strategia bellica e con essa anche l’utilizzo della spada e del cavallo. Per questo motivo, il tae kwon do non è solo una forma di combattimento, ma ha come fine principale quello di raggiungere la pace e la serenità interiore, attraverso l’educazione morale e sviluppando nell’individuo che lo pratica un carattere forte e una buona dose di autocontrollo. La figura del Maestro assume quindi una importanza fondamentale, in quanto rappresenta una vera e propria guida di questo percorso fisico e spirituale. I principi base del tae kwon do sono: 1 – Imparare ovunque e sempre senza stancarsi mai. Questo è l’unico segreto della conoscienza. 2 – Sacrificarsi per il Tae Kwon Do e per il proprio Maestro: prendere parte alle dimostrazioni, lavorare per la propria scuola, trasmettere le proprie conoscienze ai nuovi allievi. 3 – Essere un buon esempio per le cinture più basse, sfruttare in positivo la loro voglia di emulazione. 4 – Essere sempre leali verso il Maestro e l’arte marziale. 5 – Non ignorare nulla di ciò che insegna il maestro. 6 – Osservare sempre una condotta irreprensibile anche fuori dalla propria scuola. 7 – Non adottare tecniche che il Maestro non approva. 8 – Avere sempre il massimo rispetto per il Maestro 9 – Conservare la propria voglia di imparare e di chiedere chiarimenti. 10 – Avere sempre fiducia nei propri mezzi e negli insegnamenti del Maestro. Come in ogni disciplina marziale, anche il tae kwon do stabilisce dei passaggi e dei livelli di conoscenza, rappresentati dalle sei cinture: la bianca, che indica la purezza e l’innocenza; la gialla, rappresenta le radici che il praticante inizia a mettere; la verde, che indica il germogliare della pianta; la blu, simbolo del cielo, in cui la pianta si è sviluppata; la rossa, emblema del tramonto; e da ultimo la nera, che indica la notte, e rappresenta la paura e le tentazioni ormai lontane.

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