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Prendersi cura della propria memoria

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La memoria è una funzione fondamentale degli organismi viventi, che permette loro di acquisire, conservare e riutilizzare una quantità enorme di informazioni e conoscenze. Benché esista una memoria chimica, che sta alla base delle difese immunitarie e che viene dunque utilizzata per le vaccinazioni, si riserva l’impiego di questo termine alla memoria in quanto funzione del sistema nervoso centrale. La memoria non è come un nastro magnetico sul quale s’imprimono solo i ricordi di avvenimenti vissuti. Essa contiene fatti ma anche sentimenti, l’evoluzione del pensiero, le emozioni che costituiscono un vero e proprio universo mentale.

Le diverse forme di memoria
Tutti gli animali possiedono una memoria. L’esempio più citato è quello delle api, capaci di rintracciare una pianta a chilometri dall’alveare e poi di ritornarci, o quello dei salmoni che ritrovano il fiume dove sono nati. Ancora più evidente è la memoria dei mammiferi, domestici o selvatici. In natura, la memoria è soprattutto finalizzata verso la sopravvivenza:

· Alimentazione,

· Riproduzione,

· Protezione dai pericoli.

I proprietari di cani, gatti e altri animali da compagnia sanno che essa è anche caratterizzata dal piacere del rapporto affettivo. Nell’uomo, esiste una memoria a breve termine che permette di ricordare per qualche minuto un dettaglio particolare (un numero di telefono, un elenco di parole o oggetti, un viso sconosciuto), prima di scomparire definitivamente. Esiste anche una memoria a lungo termine che permette di conservare determinate informazioni per anni: ricordi d’infanzia o di gioventù, conoscenze professionali, cultura generale. La memoria situazionale attinge ai fatti e alle conoscenze. La memoria procedurale registra le attitudini e le capacità fisiche acquisite, per esempio da parte di atleti che ripetono instancabilmente in allenamento un gesto che vogliono riprodurre in gara. Sono state anche identificate la memoria semantica, che gestisce la nostra conoscenza del mondo esterno, e la memoria episodica, che regola gli avvenimenti vissuti.

Come funziona la memoria
Gli studi più moderni non sono ancora in grado di rispondere a questa domanda, ma vi sono alcune teorie in merito. Oggi si sa che non esiste un centro della memoria simile ai centri uditivi o visivi. La memoria mette in gioco tutti i centri del cervello, per ricreare e organizzare immagini, suoni o impressioni sensoriali. Si suppone dunque che essa implichi la costituzione di reti tra le cellule nervose o i neuroni cerebrali. La capacità di memorizzare o di riprodurre un ricordo dipenderebbe quindi dalla capacità di connettere i diversi neuroni che costituiscono per ogni ricordo una rete specifica. Si spiega così come il cervello umano possa registrare una combinazione di elementi infinitamente più importante del numero di neuroni disponibili. L’attivazione di una rete fa emergere un elemento di ricordo nel campo della coscienza e permette di integrarlo al presente.

Le disfunzioni della memoria
La diminuzione o la debolezza delle capacità di memorizzazione dipendono dalla capacità di costruire nuove reti. Questo spiega perché la malattia o l’età avanzata si accompagnino a una difficoltà di memorizzare fatti recenti, conservando invece perfettamente la traccia di fatti, talvolta anche di dettagli minimi, del passato. L’amnesia totale o parziale non è una cancellazione completa di dati ma un’incapacità del cervello a far emergere le reti nel campo della coscienza; il ricordo esiste ma non se ne è più consapevoli. Così l’amnesia legata a un trauma, a un’intossicazione o a un problema psichico può essere curata. Lesioni cerebrali organiche possono causare problemi della memoria con aspetti piuttosto peculiari; un malato incapace di nominare un oggetto continua a servirsene perfettamente, un altro in grado di disegnarlo non riesce più a scriverne il nome. Il cervello è capace di amnesia selettiva,che elimina ricordi generatori d’angoscia o di emozioni troppo forti. Questa capacità sta alla base di teorie psichiatriche, analitiche e di terapie comportamentali.

Memoria e psicologia
Tutti i comportamenti e tutti i pensieri umani sono congiunzione di due elementi: l’eredità genetica e il complesso dei dati acquisiti dalla memoria. Registrando le emozioni, i sentimenti, le sensazioni legati a ciascun avvenimento della vita dalla nascita, la memoria permette all’essere umano di utilizzare il potenziale fornito dal suo patrimonio genetico. Ogni percezione modifica i dati precedenti e i comportamenti culturali o sociali che ne conseguono. L’acquisizione del linguaggio da parte del bambino indica che, man mano che impara il vocabolario, struttura e padroneggia meglio il proprio pensiero. Le fobie e i problemi comportamentali non sono spesso altro che l’espressione di un’emozione registrata dalla memoria. Numerose tecniche di psicoterapia hanno in comune la ricerca nella memoria di eventi dimenticati che hanno forgiato la personalità o generato i problemi.

Alcuni consigli per allenare la memoria

· Nello studio come nello sport, è l’allenamento che migliora le prestazioni. Allenare dunque la memoria leggendo testi difficili, imparando sempre cose nuove e studiando formule e testi a memoria,

· Esercitarsi in modo continuo,

· Non soffermarsi troppo a lungo su uno stesso compito,

· Guardare le cose con un’attenzione sempre nuova. Evitare la noia.

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