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La canna da zucchero

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Originaria dell’Asia, ed oggi coltivata in moltissimi paesi dell’Asia, America, africa ed Australia, la canna da zucchero venne portata in Europa dagli Arabi, prima in Spagna (700 d.C.) e poi in Sicilia (900 d.C.). Il termine ufficiale della canna da zucchero è Saccharum officinarum L.: si tratta di una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Poaceae ed originaria delle zone indomalesi: questo genere di piante, dette anche graminacee, ha la caratteristica principale di spingersi a tutte le latitudini, in grado di adattarsi perfettamente anche ai climi aridi, nonostante la loro presenza sia sviluppata persino in luoghi umidi, dune sabbiose, boschi ed ambienti ruderali. La canna da zucchero Esse sono formate da: un fusto (chiamato anche culmo) suddiviso in nodi – parte in cui esso si presenta “pieno” e nel quale si originano le foglie e le ramificazioni laterali – ed internodi – la parte in cui generalmente è cavo; le foglie, composte di una specie di guaina in grado di avvolgere il fusto ed un “lembo”, e di una “ligula” che è una membrana sottile posizionata tra il lembo e la guaina; i fiori, detti anche infiorescenze e dalla caratteristica simile a delle spighette; il frutto, che è una cariosside in cui l’albume è a diretto contatto con il frutto per digestione dei tegumenti seminali. La canna da zucchero, appartenente a queste famiglie, può essere utilizzata come alimento immediato, ovvero estraendone il succo attraverso spremitura, oppure come dolcificante. Poiché il clima tipico di questa pianta è quello caldo-umido, essa viene coltivata di solito e per la maggior parte delle volte, nei caldi paesi tropicali, dove è possibile rilevare anche la presenza di una notevole abbondanza di piogge e una temperatura non inferiore ai 20°, nonché di un terreno di natura argilloso-silicea, perfettamente adatto a questa pianta: se volessimo ricercare, in Italia, una zona che presenti le caratteristiche più idonee a questo tipo di coltura, potremmo fare riferimento ad alcune zone della Sicilia. Tuttavia, tra i maggiori produttori mondiali di questa pianta, ricordiamo: India, Brasile, Colombia, Cina, Cuba, Messico, Guatemala, Thailandia, Pakistan, Argentina, Giava, Hawaii, Repubblica Dominicana, Haiti, Porto Rico, Perù, Guyana, Bolivia. Per quanto riguarda coltivazione e piantagione della canna da zucchero, è bene sapere che il terreno dove essa verrà trapiantata va arato almeno cinque volte per consentire una giusta ed adeguata aerazione e concimato in maniera abbondante: detto questo, il trapianto viene fatto in buche distanti tra loro circa un metro e mezzo per facilitare la sarchiatura. La canna da zucchero può raggiungere, una volta cresciuta, anche 4-5 metri d’altezza: essa si presenta con grandi foglie verdi di forma piuttosto allungata e fiori riuniti in una grande infiorescenza (detta anche pannocchia e tipica della famiglia a cui appartiene la canna da zucchero) che può raggiungere la lunghezza di 90 centimetri: lo zucchero che si ricava da questa pianta verrà ottenuto dal liquido “sciropposo” che si trova all’interno del fusto, attraverso una fase importante della lavorazione della canna da zucchero che viene chiamata “spremitura”.

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