La dieta macrobiotica

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Più che una dieta è una vera e propria filosofia di vita, da “makros” e “bios”,  letteralmente lunga, grande vita.
Come la quasi totalità delle grandi filosofie proviene dall’oriente, dove è radicata da almeno 5000 anni. Niente di nuovo sotto il sole, ma per noi europei ed il resto del mondo questo tipo di alimentazione è nota dai primi del ‘900 quando un uomo la portò alla ribalta del grande pubblico.

Nyioti Sakurazawa ovvero George Ohsawa
Ai più questo nome non dirà nulla, a parte tradire le chiari origini orientali. George Ohsawa, pseudonimo di Nyioti Sakurazawa, nacque a Kyoto nel 1893 e morì a Tokio nel 1966, nel mezzo una vita dedicata a far conoscere al mondo occidentale le tradizioni e le filosofie di vita orientali. Discendente diretto di una famiglia di samurai, Ohsawa fu un prolifico scrittore, diffondendo in tutto il mondo i principi di molti aspetti della vita tradizionale giapponese, arrivando ad essere oggi considerato il padre della macrobiotica. La sua opera di divulgazione è stata portata avanti, dopo la sua morte, dalla moglie e da innumerevoli discepoli.

La macrobiotica
Nonostante sia antica di 5000 anni e già applicata nel “recente” passato (1700) dall’igienista tedesco Gregor Von Hufeland, raggiunge la notorietà solo con le opere di Ohsawa. Ma di cosa si tratta esattamente?
Il principio alla base di questa che possiamo definire una disciplina, è che il cibo, e di conseguenza la quantità di esso, influenza non solo la salute dell’individuo, ma anche la psiche, venendo ad essere infine la principale causa della felicità o dell’infelicità di un essere umano. Per i suoi dettami molti la consederano il capostipite dal quale discendono movimenti come l’ecologismo, il vegetarianismo e il veganismo e la collegano al forte impulso moderno dato alla diffusione delle coltivazioni biologiche.
Quello che cerca di ottenere questa filosofia è il perfetto equilibrio tra Yin e Yang, le due componenti dell’individuo, della vita, che sono opposte ma che si completano andando insieme a formare il tutto. I cibi sono divisi in due categorie: i cibi Yin e i cibi Yang, opposti e complementari. La loro assunzione equilibrata consente l’armonia tra corpo e mente e determina la buona salute dell’individuo.

I cibi Yin e Yang
Gli alimenti sono classificati in base alla loro componente Yin e Yang. Immaginiamo una scala graduata da 0 a 7, da una parte Yang positivo (da 0 a +7) dall’altra Yin negativo (da 0 a –7), ogni alimento avrà una sua classificazione in base al contenuto Yin e Yang. Sono Yin i cibi a componente acida, ad esempio latte, yogurt, frutta, , spezie. Sono invece Yang gli alimenti con componente alcalina, come la carne, il pesce, pollo, uova, sale. Tutto ciò che è agli estremi è dannoso ma può essere utilizzato come “medicina” quando è necessario curare uno squilibrio nella componente opposta. Il concetto è un po’ difficile e non facilmente illustrabile in poche righe, per cui si rimanda alle centinaia di pubblicazioni specifiche per un approfondimento più completo.

Le basi della cucina macrobiotica
Alimenti base nella cucina macrobiotica sono i cereali, che devono essere non raffinati ed integrali, i grassi, tra i quali sono consentiti il burro di sesamo e l’olio extravergine di oliva (no a burro e margarina), i legumi, la cui acqua di cottura è consigliata come bevanda e le alghe.
Occorre evitare tutti i tipi di cibo pesantemente trattati e conservati a livello industriale, è necessario utlizzare prodotti quanto più possibile non lavorati e naturali, soprattutto biologici. E’ da eliminare tutto quanto dolcificato con zucchero e miele, sono da evitare patate, pomodori, melanzane, latte e latticini in genere. E’ da preferire il consumo di pesce alla carne ed è sconsigliato l’utilizzo di  sale comune e/o spezie a favore del solo sale marino naturale. Un pasto sarà armonico se conterra conterrà il 50% di cereali integrali, il 25% di proteine di cui il 10% di origine animale e il 15% di origine vegetale, il 25% tra verdure (cotte e crude) e frutta. Per gli utensili da cucina sono consigliati il legno per i mestoli ed il bambù per i cestelli per cottura a vapore. Per le pentole e tegami è da utilizzare l’acciaio inossidabile o la terracotta. Da evitare gli utensili in alluminio perché andrebbero a modificare le proprietà ed il gusto dei cibi. Le cotture più indicate sono quella a pressione per cereali e legumi, e quella al vapore per i vegetali, pesce e carne.

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