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Il linfedema: come riconoscerlo e come prevenirlo

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Il linfedema è il fenomeno costituito dalla stasi cronica della linfa nella zona cutanea e sottocutanea delle estremità. Provoca diffuso rigonfiamento della cute, del sottocute e, in misura minore, delle altre parti molli.

Quali sono le cause del linfedema
Il linfedema può essere primitivo e secondario. Dei primitivi, che sono rari e si presentano in una persona su 100.000, non si conosce una causa. Si osservano in presenza di incompletezza, ipoplasia e ostruzione dei vasi linfatici. Nel 20% dei casi è probabilmente implicata una causa genetica. Il linfedema primitivo può essere:

· congenito (circa il 10% dei casi), nel caso in cui insorga in età neonatale,

· precoce, se si manifesta prima dei 35 anni (circa l’80% dei casi),

· tardivo, quando si sviluppa dopo i 35 anni (circa il 10% dei casi).

Il linfedema secondario origina da lesioni anatomo- funzionali dei vasi linfatici e dei linfonodi. Queste possono essere a loro volta causate da:

. traumi,

· interventi chirurgici,

· radiazioni,

· infezioni,

· parassitosi,

· tumori.

Talvolta, quando il linfedema ha all’origine un trauma spontaneo o chirurgico, può manifestarsi dopo mesi o anni. La causa più comunemente osservata è costituita dalla filariosi. Nelle donne, il tumore al seno può avere, tra le sue conseguenze, il linfedema di uno degli arti superiori. Il meccanismo che determina la stasi della linfa è provocato dalla dilatazione, causata da un ostacolo, dei vasi e dei capillari linfatici della pelle. I capillari linfatici sono pieni di liquido proteico, e la loro dilatazione si accompagna a un conseguente aumento della pressione e a una diminuita capacità di assorbimento del liquido linfatico stesso. Si forma quindi un accumulo di liquido negli spazi interstiziali. Ne conseguono una progressiva fibrosi (produzione di tessuto fibroso) e ulteriore dilatazione dei vasi linfatici, soprattutto in corrispondenza della cute, che aumenta di volume.

Alcuni sintomi del linfedema

· Sensazione di pesantezza e gonfiore vistoso ma indolore delle estremità interessate;

· Inizialmente, gonfiore molle; a uno stadio avanzato, ispessimento e consistenza legnosa;

· Gonfiore in estensione dal piede alla parte superiore dell’arto.

La terapia del linfedema
Un gonfiore evidente delle estremità deve essere sempre segnalato al medico. Il medico procede a un esame obiettivo, nel quale valuta il gonfiore, la consistenza della parte gonfia, colorito e tensione della pelle. Se sono necessari accertamenti o approfondimenti, il medico prescrive una linfografia. Se ci sono complicanze di tipo linfangitico, si usano antibiotici e antiinfiammatori. Anche la terapia fisica può essere utile, allo scopo di comprimere i tessuti e far rientrare i liquidi nei vasi, ed esistono appositi congegni utili a una adeguata compressione. I farmaci diuretici vengono talvolta prescritti, ma hanno la grave controindicazione di aumentare il livello delle proteine nel liquido degli spazi interstiziali, ostacolando in definitiva il riassorbimento. L’intervento chirurgico è indicato nei casi di linfedema congenito. Recenti tecniche di microchirurgia si sono rivelate utili nel ricanalizzare il flusso linfatico nel sistema venoso. E’ essenziale curare la pulizia delle parti coinvolte, in modo che la pelle sia liscia. A questo scopo sono utili anche creme emollienti. Al tempo stesso, è importante impegnarsi in un’attività fisica regolare, oltre che seguire le indicazioni del medico.

Come si evolve il linfedema
Si presenta come un gonfiore vistoso ma non doloroso delle estremità interessate, accompagnato da tensione e traslucidità della pelle, che appare pallida. Inizialmente sono coinvolti il piede e la mano, poi i sintomi si estendono alle parti superiori dell’arto. Possono comparire anche:

· linfangiti,

· stati di ingrossamento abnorme del braccio o della gamba (elefantiasi),

· ulcere.

Il linfedema comincia asintomaticamente, poi compare il gonfiore caratteristico, inizialmente molle. Se viene trattato a questo stadio, rimane molle e tende a regredire piuttosto rapidamente. Una volta induritosi, risponde più difficilmente al trattamento. Per il linfedema secondario, è comunque sempre essenziale individuare e trattare, dove possibile, la causa originaria. Il linfedema è una malattia importante; se trascurato, regredisce difficilmente.

Come prevenire il linfedema

· Cura del corpo: I linfedemi, o le parti del corpo a rischio, sono più soggetti a infezioni batteriche. Da queste infezioni, sebbene non molto frequenti, ci si può proteggere con semplici accorgimenti.

· Riposo notturno: In caso di linfedema già presente, durante la notte è consigliabile applicare una fasciatura di compressione.

· Alimentazione: Per ora non esiste una dieta speciale che possa influenzare positivamente un linfedema. Seguire in ogni caso un regime alimentare equilibrato e prevenire  il sovrappeso.·         Vestiario: Portare vestiti comodi, che non stringano in nessun punto. Specie nella regione ascellare/scapolare (in caso di edema del braccio) e in quella inguinale (in caso di edema della gamba) dovrebbe essere libera nei movimenti, dato che in questi punti il deflusso linfatico può essere impedito facilmente.

· Sport: L’attività fisica favorisce il benessere, aiuta a ridurre lo stress e giova quindi al sistema immunitario. Il moto migliora il controllo del proprio corpo e rafforza l’autostima. L’attività fisica stimola sì la produzione di linfa, ma anche, e soprattutto, il suo deflusso.

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