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Il sale e il sodio

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Il sale viene molto spesso usato nelle nostre case per rendere più saporiti buona parte dei cibi che consumiamo abitualmente: si spazia dalla pasta al pane, dall’ arrosto ai salumi, e persino nei dolci. Purtroppo ai giorni nostri, complice oramai anche una grande disponibilità di tale sostanza, il sale viene usato in quantità elevate rispetto al nostro reale fabbisogno. Un consumo eccessivo di sale, come molti sanno, contribuisce a minare il livello di salute e, in buona parte della popolazione, comporta fenomeni di ipertensione, una patologia del sistema cardiovascolare che può avere conseguenze importanti e sfociare anche nell’ictus.

Quanto sale quindi?
Innanzitutto è bene chiarire al lettore che sale e sodio non sono la stessa cosa: il comune sale da cucina è in realtà cloruro di sodio, e la quantità effettiva di sodio contenuta in un grammo si trova dividento il peso totale per  2.66.

Per proteggere il nostro organismo è necessario conoscere la quantità corretta di sodio da assumere  durante la giornata. Ormai il mondo scientifico ha definito una quantità di sodio ottimale che si aggira intorno ai 3 grammi giornalieri per una persona di media corporatura, che equivalgono a circa 8g di sale (3g x 2.66 => 7.98g): attenzione ai calcoli però: molti alimenti contengono del sodio naturale! 
Più specificamente si parla di 0.4 grammi di sodio per 10 chili di peso corporeo, senza distinzione tra uomo e donna.

In via preventiva è necessario sottolineare, a scanso di equivoci, che il sale è un elemento prezioso per il nostro benessere e non va escluso dalle nostre diete: esso infatti regola l’idratazione cellulare interna e una carenza sodica porta ad una sottoidratazione della stessa. Tuttavia il limite di sodio che porta un reale rischio è sotto i 0.5 grammi giornalieri, un limite davvero basso.

Per contro, naturalmente, una eccessiva concentrazione di sodio porta ad un assorbimento d’acqua eccessivo (la cellula deve mantenere un costante livello di salinità dei liquidi interni), ed ha luogo la tanto temuta ritenzione idrica

Nella nostra società, comunque, il rischio maggiore è quello della sovrassunzione, un dato di fatto che potrete verificare voi stessi alla conclusione della lettura di questo articolo.

Provando a fare caso alle quantità di sodio riportate sulle etichette nutrizionali, poste per obbligo di legge su grandissima parte degli alimenti confezionati in commercio: noterete dei valori generalmente alti: spesso l’industria alimentare tende ad abusarne per rendere più saporiti gli alimenti (esattamente come fa l’aggiunta di grassi).

Come difendersi?
La regola è ovviamente tenersi sotto il limite di 3 grammi di sodio giornalieri. Come consigli pratici, è molto utile scartare gli insaccati (salumi di varia natura, tra i più salati troviamo ad esempio il prosciutto crudo), limitare grandemente l’aggiunta di sale nei cibi (spesso è solo questione di abitudine, dopo qualche tempo si riescono ad apprezzare gli alimenti poco salati) ed ultimo, non certo per importanza, fare un piccolo sforzo e guardare le etichette nutrizionali, scartando quegli alimenti che ne risultano più carichi.

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